martedì, maggio 19, 2009
We know the way to Aldeigju
Upstream the river Alode
You take us to the portage
And further
Le ginocchia fanno male. Ho anche avuto la malaugurata accortezza di prendermi un leggero sonnifero con il risultato di dormire 6 ore e rimanere il resto della giornata come uno zombie inebetito ed imbambolato di fronte alla saracinesca del centro commerciale. Ed è già ora di ripartire, stanco e macilento, privato della siesta dalla poca accortezza di chi mi circonda. Così mi imparo.
Si era tanto che non passavo su queste lande. Era tanto che non mi dedicavo a fenomenologia pseudoartistica da tre soldi. Ma pingue di uno scarso stipendio mensile, perdo ormai ogni slancio, anche quelli pseudoartistici. I piedi dolgono. La pseudoartisticità è una immane cazzata. Stitichezza e diarrea al tempo stesso. Una crostata cicliegia-cioccolato fa la funzione del leccarsi le ferite. Le ferite sono meno saporite se volete. Ed il cioccolato, mi auguro, mi terrà sveglio le prossime due ore prima del primo caffè. Mi disintossico causa rottura della macchinetta del caffè. Quindi almeno un paio al dì sono evitati. Ciò potrebbe accrescere la mia vita di un mese o due. Ma che importa poi. Quando Bricolo o Cota saranno presidenti del belpaese sarà meglio morire prima, che comunque al peggio non c’è fine. E già vedo che tra 30 anni qualcuno vorrà santificare un giorno dell’anno all’attuale premier ed il 96% dei paesi avranno una via con il suo nome, i bambini verranno iniziati alla ketamina a 4 anni, i terremotati dell’abruzzo saranno ancora in case di cartongesso e lamiera. Era meglio morire da piccoli diceva qualcuno, però almeno qualche scopata se la semo fatti. Piedi per terra, no-futurismo e marzialità nella cupezza. Oh.
