venerdì, dicembre 21, 2007
A FLASH OF LIGHT
YOU KNOW YOU'RE NOT GOING HOME TONIGHT
BE IT JACK OR SWITCH
DOCTOR'S OR MIND
NOWHERE TO RUN, EVERYWHERE YOU'LL FIND
YOU CAN'T ESCAPE
FROM THE BED YOU'VE MADE
WHEN YOUR TIME HAS COME, YOU'LL ACCEPT THE BLADE!
Pensavo di essere più celere, invece no. Pensare è una cosa brutta, pensare male poi…
In ogni caso…
Correva un martedì di un tre settimane or sono. Era da poco passata la mezzanotte ed il mio padrone ed il sottoscritto si cimentavano nelle pulizie notturne del locale; la clientela se ne era già andata da una buona mezzora. Quand’ecco che alla vetrata appare il volto de IL VICINO. Già perché la parete finale del locale, ci separa da un vicino. Il vicino inizia ad apostrofare male il mio superiore (tale solo perché padrone del posto e me-pagante, beninteso), allorché quest’ultimo gli risponde per le rime, ma senza usare parole particolarmente crude. Non andandosene affatto il vicino, lamentandosi di un rumore, che a noi non pare tale, anche perché la clientela se ne è andata da un bel po’, il boss si decide a farla finita chiamando le forze dell’ordine. Mentre il boss parlava pacatamente con qualcun’ altro al telefono, probabilmente in uniforme, il vicino urlava nella cornetta “c’è la musica, non mi fanno dormire!”, tanto per rendere chiara la questione. Attendendo l’ordine e le di lui forze, il vicino passa dal frastornato al pazzo, con tanto di tentativo di mettere le mani al collo del boss, tentativo poi neutralizzato dall’arrivo di moglie e figlio de IL VICINO. Il figlio del vicino riuscirà a tenere a bada il padre sessantenne per buoni 5 minuti sani e rendere vani una dozzina di tentativi di assalire il mio boss. Tutto ciò sotto i calmi e pacati occhi suoi e miei, perché alla fine, non ce lo deve dire la bibbia che è meglio essere calmi in queste situazioni che accollarsi qualche capo d’accusa per aver spaccato uno sgabello in testa ad un vecchio sessantenne rincoglionito. Se lo avesse solo trattenuto il padre rincoglionito, questo cavolo di figlio avrebbe fatto la sua bella figura ma evidentemente il germe della demenza in famiglia brulica, anzi galoppa. Mentre afferrava cotanto genitore, egli si scagliava verbalmente contro il negozio ed il suo gestore, esagerando le male parole al limite del pornografico. Giunsero quindi ben due (2) volanti, per ben 4 (quattro) agenti. Si chiusero con il boss per una quindicina di minuti nel locale per fare il punto della situazione. Nel frattempo, io che ero fuori a fare su e giù, cercando calore nel poco movimento in una notte fredda, che ormai segnava l’una o quasi, stavo in buona compagnia del terzetto; saggiamente il padre da dietro le vetrate aggiungeva anche “jo’ messo le mani al collo, uno de sti giorni lo aspetto dietro l’angolo e je do’ na’ bastonata in testa”. Il figlio del vicino ci metteva del suo, insultando il posto. Cosa strana, visto che non conosceva nemmeno la tipologia del locale, il locale che gli da tanto tormento… mah. I tutori dell’ordine escono dal negozio, concedono 4 minuti al terzetto e li liquidano velocemente dicendo di fare un esposto, casomai. Mentre gli agenti stavano già con le portiere aperte, IL VICINO giocherà la sua carta geniale; si butterà per terra davanti alla vetrata del locale gridando “mi sta ammazzando, io non dormo più, sto male…” a squarciagola, come se mezzo vicinato non avesse sentito le performance di poco prima. Infastiditi gli agenti, sbrigativi, “benissimo, chiamate l’ambulanza che lo portiamo al pronto soccorso”. Al che la moglie si riprenderà sotto braccio il vicino, se lo porterà a passeggiare per la via mentre il prode figlio del vicino rimarrà davanti alle vetrine per buoni 10 minuti, fino a che noi non abbiamo finito le nostre pulizie. Chiuderemo, farà dieci metri dietro di noi, alle nostre spalle, promettendo vendetta, mentre il vicino all’altro capo della strada, continuerà ad inveire, tipo cane con la rabbia. Un chiaro esempio di come passare da cretini pur essendo dalla parte del giusto, forse…
Ah, poi se uno gira con un martello in tasca dovrebbe essere giustificato.
Anche perchè IL VICINO ormai è solito aggirarsi per la via nottetempo, attendendo la chiusura del locale.
E per la cronaca, è riuscita ad arrivare prima fastweb a casa, che io a mettere questo post online...
lunedì, dicembre 10, 2007
Keep your distance, walk away, don't take his bait.
Don't you stray, don't fade away.
Watch your step, he's out to get you, come what may.
Don't you stray, from the narrow way.
Ritorno del computer nel former bunker soa. La sedia girevole che sta qua non mi sembra quella che avevo lasciato dentro casa. Con la vecchia sbattevo le ginocchia sotto al tavolo, con questa sembro il grande puffo al tavolo da pranzo del colosso di Rodi. Ma bisogna adattarsi, immagino. Soprattutto alla stronzaggine degli ex affittuari.
Il ritorno del computer nel bunker soa significherà anche un maggiore aggiornamento del blog soa. Volenti o nolenti. Attendo con trepidazione anche l’avvento del signor fastweb nel bunker così da unirmi alla pirateria video, finalmente.
Negli ultimi tempi ho talmente da fare che non ricordo nemmeno quali esilaranti gags siano accadute al vostro scrittore preferito dopo magnus e bunker. Il da fare non è mai cosa buona e giusta, beninteso. Preferirei stare qua a fare l’ereditiere. Tuttavia il da fare è strettamente correlato alle gags, perché se stavo qua e basta, di sicuro succedeva poco.
Così alla rinfusa… Il primo giorno che avevo una mezza giornata libera dopo tre mesi, ero ben contento di cucinarmi per i santi cavoli miei nella privacy del bunker; così apprestandomi a gustarmi un tre etti di penne integrali con zucchine, pomodoro ed alghe wakame, mi incamminavo verso la sala con televisore; pasta, Conte di Cagliostro di Ciprì e Maresco, rotto libero, scoreggia manco a dirlo. Cosa volere di più? Incamminandomi, dicevo, il piatto smottò perigliosamente dal vassoio plastico su cui posava, per andarsi a riversare per un quarto sul nudo pavimento e per tre quarti sulla parte inferiore del muro appena ripitturato, a caro prezzo, della cucina. Con tanto di alghe attaccate, in verticale. Dopo bestemmie barie in direzione di qualsiasi santo di qualsiasi religione con santi disponibili, una sommaria pulizia del luogo ed un pranzo in velocità dal locale Mustafà (il famoso Circasso qua descritto un par di anni or sono…) torno a rivedere il capolavoro di arte dadaista; unto e bisunto su muro azzurro. Eccellente. Di qui ricavo elucubrazioni quali: era meglio lavorare, era meglio andare direttamente da Mustafà, era meglio morire da piccoli, ciprì e maresco portano sfiga.
Ad ogni modo, ho in serbo altre gags, per la prossima volta, che adesso vado da Mustafà; ho imparato la lezione…
