lunedì, novembre 05, 2007
You have a voice --- Express your anger
You have a mind --- Deny Their power
You have two eyes --- know your enemy
You have one life --- the choice is yours!
Lavoro ancora di più rispetto all’ultimo post. Pensavo di non arrivare a tanto. Invece si. Chissà perché. Chissà anche se il mio datore di lavoro sa, si accorge, fa finta di niente, oppure non sa. In ogni caso io sono padrone della situazione mentre lui sembra sempre un pesce fuor d’acqua. Anzi, forse più una salamandra.
Lavorare fa male. Ma se fai qualcosa che ti piace fa meno male. Sempre che si riesca a far piacere il lavoro anche alla schiena ed alle piante del piede, che di solito sono dure di comprendonio ed un po’ testarde.
Quanto al bel mondo musicale mi sono abbastanza rotto le palle. Sarà che negli ultimi sei mesi di vitalità ridotta quasi all’estrema unzione, sono riuscito a litigare con non so quante persone, per motivi quasi tutti riconducibili ai soldi… ovviamente non dati o nella migliore delle ipotesi, dati dopo un anno. Eh si che siamo punk, ma all’enel non frega nulla della nostra appartenenza a qualche sottocultura giovanile o post-adolescenziale nel mio caso, un po’ naif.
“noi stiamo lavorando” mi scriveva uno degli insolventi quando gli facevo notare che non si deve per forza fare le ronde intorno al suo bel negozio per farsi dare i soldi. “stiamo lavorando”. Io invece solitamente pettino i fili d’erba del prato e annaffio le camelie. Dopo la sua missiva mi è venuta voglia di andare a fare sì le ronde intorno al suo bel negozio. Ma io son nato non belligerante e preferisco ignorare chi pensa di sapere a tutti i costi come rapportarsi con il prossimo (soprattutto
quando il prossimo è un creditore…). Fatto sta che se uno si esacerba di ste’ rotture di cazzo, alla fine è pure lecito che pianti tutto e trovi più elettrizzante pelare patate che fare il punk a vita, o no?
Poi fate come credete. Magari c’avete il castello del daddy in cui fare i concerti e pochi problemi economici ad amareggiarvi e non farvi dormire, quindi vai col tango. Ma poi si dorme bene anche con i problemi. Alla fine.
C’avrei anche da relazionare su una bella telefonata ricevuta da un vecchio araldo di un paio di gruppi pseudo-famosi italici che questuava monetariamente il sottoscritto a mo’ di pizzo, ma questa me la riservo ancora per un po’. Sarebbe una bella intro su un possibile intro su quanto sia demenziale in punk, per certi verdi.
Anche per questo, preferisco il viking metal!
certamente!