s.o.a. records

lunedì, settembre 24, 2007

e chissenefrega se i posts so' doppi. mica stiamo nella cappella sistina qua, dio tapiro!

postato da Il Male De Roma 16:44 |

Am I dreaming, am I alive,

the final war, I did survive
One of the chosen. One of the few.

 A world in ruins because of who

 

Festeggio oramai le mie circa 50 ore di lavoro settimanali, in piedi. Per essere stato un toni negri dell’hc (qualcuno cosi’ scherzosamente mi definì) che ormai lavorava (poco) comodamente dal computer, fino a fare un lavoro stressante e soprattutto fisico, non è un (tra)passo da poco. Praticamente passo la mia domenica zombificato e catartico, tra il letto ed una microscopica attività fisica ridotta allo stretto lillipuziano necessario. Dovrei fare altro il lunedì ma in realtà si combina poco o niente. Sarà che su quelle 50 ore di lavoro ce ne sono solo 30 di sonno a rendere il tutto più complesso ed anche coniugato.

Oltretutto, ritorno in grande stile nella palestra dell’ardimento, in cui parecchio e parecchi son cambiati, vecchi falcidiati dall’ alzheimer, istruttori passati alle cronache nere, nuovi istruttori si avvicendano, nuove signorine fanno il tapis roulant alle 7.30 del mattino, con somma gioia del sottoscritto che le guarda sottecchi dalla shoulder press. Anzi, guarda le loro terga di sottecchi.

Se uno fosse un minimo scaltro si potrebbe dar da fare. Oltre al cambio di attività lavorativa, sono globalmente proiettato in un mondo sociale e soprattutto femminile. Calcolando che tre quarti della clientela del posto in cui presto il mio onorato e poco pagato servizio è femminile e femminile è la frequentazione della palestra dell’ardimento alle 7.30 del mattino, potrei spassarmela come rodolfo valentino. Ma rodolfo valentino, buon per lui, non ascoltava il viking metal né era pervaso da spirito hardcore anni ’80 ed andava alla grande, mentre il sottoscritto incassa incessanti complimenti per il suo lavoro (e non solo) senza saper bene che farsene, che poi non fanno nemmeno curriculum. Da un mese a questa parte ho messo da parte svariati complimenti per l’età, un paio di “sei l’uomo da sposare”, una ventina di sorrisi vari ed assortiti, ho dovuto raccontare la storia della mia vita ad una bella donzella moldava di una quaranticina e soprattutto un “sei stupendo” alle tre del mattino della notte bianca, da una matta artista over trenta vestita come un uovo di pasqua; inutile dire che mi ha lasciato con molti interrogativi e notti insonni.

Inizio a comprendere i ritmi della ristorazione; continuo a non capire invece la metodica del mio capo, secondo me poco consona al tipo di lavoro. Ma con i “se il posto fosse mio” sono lastricate strade ed autostrade e quindi  tocca rimettermi in riga secondo la gerarchia del due di coppe quale io sono. Arriverà prima o poi il giorno in cui figurerò come re di denari. Ma i re di denari durano poco, la storia insegna.

 

 

 

postato da Il Male De Roma 15:17 |

Am I dreaming, am I alive, the final war,

I did survive. One of the chosen.

One of the few. A world in ruins

because of who

Festeggio oramai le mie circa 50 ore di lavoro settimanali, in piedi. Per essere stato un toni negri dell’hc (qualcuno cosi’ scherzosamente mi definì) che ormai lavorava (poco) comodamente dal computer, fino a fare un lavoro stressante e soprattutto fisico, non è un (tra)passo da poco. Praticamente passo la mia domenica zombificato e catartico, tra il letto ed una microscopica attività fisica ridotta allo stretto lillipuziano necessario. Dovrei fare altro il lunedì ma in realtà si combina poco o niente. Sarà che su quelle 50 ore di lavoro ce ne sono solo 30 di sonno a rendere il tutto più complesso ed anche coniugato.

Oltretutto, ritorno in grande stile nella palestra dell’ardimento, in cui parecchio e parecchi son cambiati, vecchi falcidiati dall’ alzheimer, istruttori passati alle cronache nere, nuovi istruttori si avvicendano, nuove signorine fanno il tapis roulant alle 7.30 del mattino, con somma gioia del sottoscritto che le guarda sottecchi dalla shoulder press. Anzi, guarda le loro terga di sottecchi.

Se uno fosse un minimo scaltro si potrebbe dar da fare. Oltre al cambio di attività lavorativa, sono globalmente proiettato in un mondo sociale e soprattutto femminile. Calcolando che tre quarti della clientela del posto in cui presto il mio onorato e poco pagato servizio è femminile e femminile è la frequentazione della palestra dell’ardimento alle 7.30 del mattino, potrei spassarmela come rodolfo valentino. Ma rodolfo valentino, buon per lui, non ascoltava il viking metal né era pervaso da spirito hardcore anni ’80 ed andava alla grande, mentre il sottoscritto incassa incessanti complimenti per il suo lavoro (e non solo) senza saper bene che farsene, che poi non fanno nemmeno curriculum. Da un mese a questa parte ho messo da parte svariati complimenti per l’età, un paio di “sei l’uomo da sposare”, una ventina di sorrisi vari ed assortiti, ho dovuto raccontare la storia della mia vita ad una bella donzella moldava di una quaranticina e soprattutto un “sei stupendo” alle tre del mattino della notte bianca, da una matta artista over trenta vestita come un uovo di pasqua; inutile dire che mi ha lasciato con molti interrogativi e notti insonni.

Inizio a comprendere i ritmi della ristorazione; continuo a non capire invece la metodica del mio capo, secondo me poco consona al tipo di lavoro. Ma con i “se il posto fosse mio” sono lastricate strade ed autostrade e quindi  tocca rimettermi in riga secondo la gerarchia del due di coppe quale io sono. Arriverà prima o poi il giorno in cui figurerò come re di denari. Ma i re di denari durano poco, la storia insegna.

 

postato da Il Male De Roma 15:13 |

domenica, settembre 02, 2007

...In ancient times once rode across the land
a man unknown on a horse of untold grand,
adorned his cape by thirty runes of gold
of whom the tales since ages unknown told...


Alla prima settimana di lavoro sono tutto incriccato, malfunzionante, dolorante e pocodormito. Era quello che volevo? Si, in un certo qual senso si. Solo, è che, la preoccupazione principale, eravamo ad agosto e da ora in poi si dovrebbe ingranare di più. Quindi potrei diventare sempre più incriccato, malfunzionante, sempre più dolorante e pernientedormito. Siamo nati per soffrire, cantava qualcuno. E l’idea di un simil-stipendio, alla fine non è che mi faccia schifo. Dopo tot anni di regime punk, alla fine du’ soldi stabili a fine settimana ci possono pure stare, concettualmente, ma anche materialmente.

Il ritorno al soa-bunker è transitato senza colpo ferire, che tanto quando si torna tra le quattro pareti sottoterra, ci vogliono 5 minuti per cadere tra gli abissi della sonnolenza. Salvo poi svegliarsi ad un ora imprecisata della notte, rigirarsi per quelle 2 ore pensando al da farsi domani, al da farsi nella vita, al da farsi per riuscire a dormire soprattutto.

 

 

postato da Il Male De Roma 08:19 |