s.o.a. records

sabato, maggio 26, 2007

Giorni di negozio barra mercato; un po’ l’uno ed un po’ l’altro. L’unico conforto da una parte è l’uso del computer, dall’altra è un minimo passaggio di belle figliole. Per il resto ho già preparato  lo sgabello e sto insaponando la corda, dovrei solo decidere dove e quando. A casa no, che poi finirei sbranato da impiccato dal vorace gatto e poi non se lo terrebbe più nessuno, l’adorabile bestiola. Che uno deve pure pensare al dopo, poi, tzè.

Passa un pazzo locale e se ne rivà; sa che io non sono granché avvezzo all’intrattenimento.  Ne passa un altro e dopo un po’ si congeda anche lui. Giungono due virgulti di una decina d’anni ed iniziano a fare domande musicalmente incomprensibili; aretha franklin, i guns ‘n’roses, justin timberlake, i metallica, snoop doggy dog, cor veleno. Prendere un decisione no,eh? Non intendo comprarsi qualche cosa, intendo una decisione stilistica. Per comprarsi qualcosa c’è sempre tempo. E se vedete uno dipinto di viola correre nudo per garbatella, sono io che ho perso la scommessa con me stesso, erronemente pensando che uno dei due non sarebbe mai venuto a prendersi il cd dei cor veleno che si è fatto mettere da parte… sai com’è la fiducia nel genere umano è già pari a zero, nel genere dieci anni men che meno. Poi con quei gusti musicali è probabile che diventeranno dei seral killers e faranno fuori la metà dei loro compagni prima dei 15 anni.

Quindi ho almeno 5 anni di tempo per levarmi di mezzo dal quartiere che la scuola è anche qua vicino e chissà che razza d’armi gireranno tra cinque anni.

Quante volte avrò scritto “non vi capita mai di non sapere un beneamato cazzo cosa fare della propria vita?” . Beh questo è uno di quei periodi in cui io ci penso costantemente, metto insieme dei pensieri a progetto, che possono durare pochi mesi  poi amen. Dopo il lavoro a progetto, ho messo a punto anche il pensiero a progetto. Che poi a pensare in prospettiva troppo lunga uno perde solo tempo e comunque il morale di tutto è il no future che Wattie sbandierava 25 anni fa e co’ sta cazzata c’ha campato 5 lustri abbondanti senza sporcarsi nemmeno tanto. Ma pensa te. Farsi vecchio col no future; vagamente paradossale, nevvero?!

Mah, persino i pensieri mi vengono male oggi, lassamo perde, va…

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venerdì, maggio 11, 2007

Cause' he's a hot cop
Hottest cop on the disco scene

People say that i'm a dancing machine

Pensavo proprio quel giorno che alla fine la vita pendolare è abbastanza triste ma perlomeno non te lo dovresti prendere troppo con i treni, che alla fine anche se non c’è più lui caro lei sono piuttosto disciplinati. Quando… il treno del mattino arriva con venti minuti di ritardo. Stranamente li recupera tutti giungendo incredibilmente in orario. La metropolitana è stracolma di bailamme umano. Salire sulla prima non è cosa. Attenderò 6-7 minuti la prima e 4 la seconda. Minutaggio ufficiale offerto dalla cartellonistica della Metro stessa e quindi probabilmente falsa e mentitrice. La prima riparte con arti sporgenti e gente pressata come in un tritacarne. Passata la prima è d’uopo portarsi in prima linea al fine di conquistare quell’ultima sporca meta dignitosamente. Partiamo anche noi stretti come toasts ma senza ripieno ad uscire dalle porte come la precedente. Il ritorno al paesello, stiamo parlando di una sola giornata per intenderci, verrà funestato da un ritardo di 35 minuti annunciati di 5 in 5 dal quadro arrivi/partenze di Termini, scanditi da sonore bestemmie dagli astanti; più passava il tempo e più si capiva che tutti aspettavano QUEL treno. Con la bava alla bocca ci si fionda al binario e si attende il non potente mezzo come l’arrivo dell’arcagnolo Gabriello. Si conquista il necessario ed agognato posto sgomitando e sgambettando e dopo cinque minuti l’amara realtà del pendolare; l’aria condizionata del vagone è stramazzata qualche viaggio fa. Grazie trenitalia che non ci fai annoiare e ci tieni in un palmo di mano. Certo con i miei 63 euri mensili di obolo non posso lamentarmi. Probabilmente avrei dovuto viaggiare su treni container e carri bestiame per quella cifra, nevvero.

In tre mesi abbondanti sono dimagrito due chili ed invecchiato 9 mesi. Tra dieci anni potrei andare in pensione.

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mercoledì, maggio 09, 2007

Advantage BB Be - advantage BB Be -
Advantage BB Becker - advantage BB Becker -
Advantage BB Becker - advantage BB Becker .
BB Boris is GEIL - BB Boris is GEIL -
BB Boris is GEIL - BB Boris - BB Boris

 

Che poi in realtà attendo più il viaggio in treno per leggermi un ora e dieci di libro andata ed un ora e dieci di libro al ritorno, che il lavoro in se stesso che è di una noia mortale, di cui in realtà non comprendo nemmeno bene il fine ultimo. Anzi, leverei anche il nemmeno. Oramai comincio ad essere un pendolare collaudato. Gesti e movenze, percorsi e ripetizioni di ogni giorno come fossero trenta anni, anche se in realtà sono solo tre mesi e poco più. Il mesto giornale del pendolare, aggratis e per questo nemmeno degno di essere riciclato. Le facce ritornano spesso, i matti si ricordano ancora meglio, le belle donzelle si sa dove salgono, i crocchi di rompiscatole ciarlieri si cerca di evitarli, sapendo preventivamente dove andranno a sedersi. Capti discorsi vari e ti chiedi che vita fa sta gente. La signora cinquantenne conservata che arringava la sua audience di trentenni

sottopagati sulla questione tatuaggio e cultura che non ci appartiene etc etc con me vicino, tre mesi fa; in breve, maniche corte permettendo, se si ricorderà di chi le era intorno quel giorno, spero si sentirà un po’ cretina. Il quarantenne mastino pelato che rimembra gli scontri con le forze dell’ordine in compagnia di diabolik, toffolo e soci per difendere la sua lazio; certe volte mi da fastidio dover dividere qualcosa con qualcuno. La belloccia donzella bionda che sale a metà percorso, ipod nelle orecchie e solitamente mi si siede nei paraggi; certo, avrebbe potuto leggere un libro di john king e risultare per questo molto più interessante, ma non si può voler tutto.

La fase antipatica è l’arrivo a Termini; l’apertura delle porte ricorda un po’ lo sbarco in Normandia ed i mezzi anfibi alleati. Non ci sono tedeschi che ti sparano, però il rischio di venir messo sotto dalla massa tarantolata di lavoratori/studenti imbizzarriti è piuttosto grande. È prassi avere qualcuno davanti che ha appena acceso una sigaretta, in crisi d’astinenza, e quindi dividere con lui la gioia del sospirato ritorno al tabagismo. Finché si va tutti nello stesso senso lungo il binario va discretamente, poi però nel marasma del tutti vanno da per tutto della stazione, uscirne incolume e con i nervi a posto è praticamente impossibile. Il tratto sotterraneo che collega i treni con la linea b ha lo stesso tanfo di carogna che aveva trenta anni fa; certo manca il bar dei tossici e la puzza di piscio di chi albergava in questi meandri in maniera stanziale. La fase metropolitana non  è delle più divertenti. Anche alle 10, l’orribil mezzo è comunque pieno di gente e un minuto di ritardo può essere fatale per il povero viaggiatore che vedrà il numero dei suoi commilitoni crescere in maniera esponenziale e lo spazio vitale assottigliarsi. Il ritorno è meno agonistico; sarà la fase down della giornata. Le facce sono meno conosciute, a parte i soliti casi disperati che spiccano (la signora sulla metropolitana che sale con il fazzoletto in mano per reggersi ai sostegni e non lordarsi con gli umori di altrui mani, oppure la pazza del treno che sulla soglia dei 57-58 arriva tutti i giorni in vestitino Brigitte Bardot scollacciato e sgambato, cercando la confidenza di tutti i pendolari maschi della prima vettura). L’unica sorpresa si può rivelare un blocco di controllori nei cubicoli della metro e qualche ardimentoso non pagatore che scappi verso la libertà. Il ritorno al paese è previsto per le 16.20, 8 ore dopo la partenza, 5 giorni a settimana, lucro zero. Certe volte penso che la mentalità hardcore punk mi abbia decisamente rovinato.      

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martedì, maggio 08, 2007

...ma il treno dei desideri nei

miei pensieri all'incontrario va...

Mi sono svegliato alle 5.30. Perché? Perché sono stressato ed ho cose da fare che non voglio fare. Che farò, ma mi mette ansia farle, più semplicemente. Sono attraversato da brividi di freddo lunga la spina dorsale. Sarà una giornata all’insegna dell’odio ecumenico. Altro che family day.

La gatta che ci si era piazzata sotto al nostro tetto esterno, scodellandoci 4 pargoli ha deciso bene di darsi alla macchia o scomparire da questo tristo mondo a mezzo veicolo e suoi copertoni. Morale della favola; abbiamo quattro pargoli di un mese a cui insegnare a cibarsi da soli in qualche maniera. Se due comprendono la darwiniana scienza della sopravvivenza, altri due glissano e da noi vengono imboccati a forza. In questo momento anche investire il mio tempo in questa operazione mi da ai nervi. Preferirei dare 10 euri ai gatti e che se ne vadano a comprare pizza bianca per tutti. Ma sembrerebbe poco verosimile.

Il treno aspetta con la sua bestiale mercanzia di pendolari dissociati e dormienti. Grazie a dio tra un po’ non sarà più tempo di scolarismo dirompente e l’afflusso di sfaccendati sedicenni segaioli (in qualsivoglia accezione) verrà meno, con mia gioia ed implicita fluidificazione del mio negletto tragitto.

Il binario mi attende.

postato da Il Male De Roma 07:16 |

sabato, maggio 05, 2007

Porterò nella bara

la mia testa pelata...

 

Banchetti alla domenica, banchetti al primo maggio, banchetto infrasettimanale. Negozio al mattino. Dischi al pomeriggio, posta alla sera. Poi mi chiedono perché non mi si vede molto e sono scomparso telematicamente. Non direi che la vita è una merda, perché mi ripeterei alla noia; che però è mediocre, quello sì. Dio-stoaccafisso.

L’ultimo banchetto infrasettimale è stato particolarmente interessante dal punto di vista antropologico. Dato che il gruppo è vestito di nero, mascarato e parruccato anche metà del pubblico così si presentò. Al banchetto due sedicenni fuori luogo condotte al concerto da padri quarantenni tirano fuori un cd dei CCCP e si sgomitano “questi li conosco, ho visto una loro maglietta con la falce e martello al concerto del primo maggio…”. Io ed il mio socio rimaniamo sgomenti. Apparire è d’uopo in questo mondo serale di betty page, emuli dei sigue sigue sputnik e di chi non so nemmeno io. Starò per cadere nel reducismo nefasto ma ai tempi miei, andava bene se tiravi su una felpa con cappuccio della champions. Da dove facevamo i concerti veniva gente con altre storie, alcuni caduti sotto fuoco nemico. Qua che diavolo c’è? Bah. E tutte ste donne, da dove spuntano fuori? Ai tempi miei, dell’arditismo hardecore, l’unica soluzione era il cameratismo tendente all’omosessualità perché le proporzioni erano 1 a 20, mica cazzi. Al massimo seghe.

Posso dire che mi sono rotto il cazzo? Non mi piace più nulla, voi con le vostre magliette a righe, le borse di emily, i vostri gruppi da un disco che vengono in tour con un pulman da 60 persone per suonare 30 minuti. Perché non si riformano chessò, i Basta o i Digos Goat? 

postato da Il Male De Roma 08:50 |