s.o.a. records

mercoledì, gennaio 24, 2007

oioioi! guerriglia urbana!

oioioi! guerriglia urbana!

C’è una mezz’ora maledetta che mi separa da un tristo telegiornale e la visione, solitamente per la quinta volta almeno, di una puntata dei Simpsons. E’ più la fatica di staccarsi dal tubo non più catodico che quella che starci di fronte, per quella mezz’ora. Ed allora che zapping sia, anche se la mezz’ora offre veramente poco;  talk show di vita finta vissuta su Rai2, telegiornali regionali, Beatutiful, cartoni della new economy che non mi piacciono perché io sono della vecchia economy, e poco altro. Ragion per cui, solitamente MTV rimane la soluzione meno perniciosa. Oddio…

La novità della scorsa settimana è stato un nuovo programma dal titolo Sweet16, il cui leit motiv che accomuna i protagonisti è: essere delle donzelle americane, essere prossimi ai sedici anni, organizzare una festa, essere multimiliardari. Le telecamere partono da qualche tempo prima della data, danno un idea della vita di queste donzelle, che solitamente abitano in case da una trentina di stanze, fanno shopping selvaggio e si beano del loro benessere. In prossimità della data, si stampano un migliaio di inviti per la festa e li si distribuisce agli invitati, facendo sberleffo di chi non si invita. Solitamente si noleggia un intero hard rock cafè o una sala di un alberguccio così, tipo quattro stelle che a me non mi ci farebbero manco lavare per terra, di notte. Poi si corre in qualche città non proprio vicina (in una delle tre puntate una protagonista andava a Parigi…) a comprare qualche vestitino per la serata da pochi migliaia di dollari. Nel frattempo si tampina con veemenza un genitore al fine di fargli comprare un modesto regalo di compleanno, come una range rover da 60mila dollari. Arriva il fatidico giorno, la gente accorre in ghingheri, si forma la fila all’entrata, solitamente qualcuno cerca di fare il dritto ed entrare alla chetichella, i buttafuori la fanno da padroni. Gente intervistata e mezza ‘mbriaca saluta e ringrazia la loro ospite ridendo per il fatto di non sapere nemmeno chi sia. Una mezza rissa od un pit eccessivamente maschile davanti ad un gruppo scalcinato daranno quel gusto stradaiolo alla festa. La protagonista è solitamente contenta perché adesso tutti sanno chi è, perché adesso può guidare, perché i suoi le hanno tirato su una festa da 500mila dollari, perché gli amici da fuori sono venuti a vedere come campa adesso e sicuramente saranno invidiosi…

Penso che se Rutelli o Prodi, invece di inaugurare qualche cazzata o presenziare da qualche parte per apparire sul telegiornale, avessero un televisore sintonizzato su MTV alle 14.00  e vedessero sto sfacelo, col cazzo che jela lasciavano Vicenza a questi qua. Porco dio.

Magnagatti alla riscossa! Yankee go home!

 

Tira una Bora bestiale. Eppure non abito a Trieste. La casa è piena di spifferi letali. Fessure ovunque. Se l’avessi costruita io con i lego ed il vinavil sarebbe venuta meglio.

 

Attendo il giorno dei morti viventi con trepidazione.

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postato da Il Male De Roma 16:05 |

venerdì, gennaio 12, 2007

And every mountain and island were moved out of their places."
Almighty mountains and rocks, I beg you fall on them.

For the great day of wrath is coming, and who shall be able to stand?

Dopo aver macerato nel sito dei panni sporchi (sito che occupa praticamente tutti il piatto doccia) la mia tuta larga dell’adidas nera che farebbe invidia a 50cents è stato lasciata e quindi recuperata dalla lavanderia. Sono un viziato fancazzista che porta la roba in lavanderia perché non ha voglia di muovere un dito? Si, sono un viziato fancazzista certe volte ma il bucato me lo faccio da solo; fino a che la socia che ho dentro casa semina gomme americane su sui io poggio le mie reali chiappe, rovinando così tuta e sedile della macchina. La tuta dopo quel mese e mezzo di pensamenti vari si porta il lavanderia, quindi. Ritornata la tuta, viene quindi indetto il periodo della depressione ufficiale, caratterizzato dall’uso del largo capo d’abbigliamento (se il periodo è invernale, come adesso, si porterà anche una tuta sergio tacchini anni ’70, sotto) e barba lunga di ormai 15 giorni. Brizzolamento allarmante incluso. Heil depression, master!

 

Quanto alla lavanderia, mi auguro che bruci in un rogo purificatore; sono riusciti a perdermi la mia cult felpa rossa degli Eye For An Eye che ormai si avviava verso i 15 anni di vita. Nemmeno gli stessi Eye For An Eye possono vantare record di abbigliamento così duraturo. Stavolta la macchia era d’olio, e la colpa mia. Bisognerebbe ritrovare da qualche parte il manuale delle Giovani Marmotte per fare fronte a questi problemi d’ordine sudicio e tenersi l’abbigliamento saldo a casa.

Una altra defezione di quest’ anno, persino più stagionata della felpa rossa, è avvenuta con la dipartita del calzino Burlington di lana; anno 1987 periodo tozzi-paninari che dir si voglia. Pagato 15000 a viale europa in negozio che vendeva Marina Yachting e roba simile, quel misto di abbigliamento pariolo-marinaresco che andava di moda all’epoca. 15000lire per un paio di calze nel 1987 non erano proprio una cazzatina, tuttavia se consideriamo che sono durate 19 anni e che ne sarebbero durati se non altrettanti, chissà comunque quanto ancora… viene voglia di dichiarare guerra alla Cina. Comunque, ne ho altri due paia rimasti nel cassetto a rinverdire i vecchi fasti.

 

Nel giro di un mese con un paio di allegre brigate brancaleone siamo andati a pranzo/cena da un vecchio socio, che proprio socio non è, ma per qualche strano percorso di incontri e passaparola è diventato un quasi socio, soprattutto perché ha un ristorante e alle allegre brigate piace mangiare. Fatto sta che con il quasi socio le strade non si erano incontrate per quasi due anni e quando lo rincontriamo, oltre al solito posto che gestisce ha allargato i suoi domini nel bar attiguo al locale originale e, non contento, ha preso un locale di fronte e c’ha fatto ex novo una pizzeria della madonna. L’ex socio è un pazzo scatenato, che se entrasse il Ris di parma nei cessi di uno dei suoi locali, troverebbe tracce di piste di cocco come quelle della Polystil, con annesso l’incrocio del terrore ed il giro della morte a 360°. Però il quasi socio, non è un Flavio Briatore della situazione. Non è che passa, supervisiona e benedice il personale; sta li, si fa il mazzo in cucina, in sala e lavorerà all’incirca quelle 15 ore giornaliere. Oltre ai locali nuovi, l’abbiamo ritrovato anche in dolce compagnia e già con prole. Eppure una delle ultime volte che ci eravamo sentiti al telefono, ci aveva risposto dalla Grecia dove aveva inseguito a scopi scoperecci delle simpatiche turiste che si erano imbattute nel suo simpatico locale originale e probabilmente avevano gradito l’arredamento ed il servizio. La vita cambia, direbbe qualcuno. Cerco di trovare delle morali in tutto ciò, ma in questo momento la mia massima aspirazione dalla vita è che mi mettessero il gas e che mi asfaltassero fuori casa. Sarebbe il top se la telecom mi mettesse anche la linea, ma suppongo che ci sia tempo per quello. Vaglierò se è il caso di farsi la barba nell’arco della giornata, ma non prometto nulla. Il lavoro fisico mi stressa.

 

Se dico che mi piace come canta Carla Bruni qualcuno se la prende a male? Pazienza. Mi piace come canta Carla Bruni.

 

Nei miei excursus antropologici della demenza a stelle e strisce, mi imbatto nuovamente in tracce di punk-hardcore. In programma stereotipato solito da MTV, una famiglia scontenta delle frequentazioni della propria figlia propina altri due pretendenti da vagliare alla medesima. La frequentazione attuale della figlia ha la barba, una cappello di lana calcato in testa, degli stretch alle recchie grosse come monete da due euri, una classica felpa con cappuccio nera con zip ed una toppetta degli Hewhocorrupts appuntata sul cuore. Maca solo una maglia dei Tragedy; probabilmente ce l’ha sotto ma la felpa è chiusa. La figlia alla fine scarica il toppettato e si fa sedurre a mangiare un pezzo di granchio, sebbene vegetariana. Resto con il dubbio se MTV scelga apposta dei gonzi dementi senza materia grigia, oppure li paghi per sembrare tutto ciò oppure tutti gli americani sono così oppure spero venga la guerra e non farò niente perché ci  meritiamo di diventare cenere nucleare.

 

 

  

  

 

postato da Il Male De Roma 11:05 |

martedì, gennaio 02, 2007

Belfast...Brixton...Toxteth...Tottenham...St Paul's...Handsworth...
Reclaim the streets, reclaim the towns, reclaim the nation

“Che hai fatto a capodanno?”

Stavo a letto, solo,  con la febbre a vedere Amici Miei Atto Secondo. Come i precedenti due giorni e quello successivo. Ma essendo uno che ama stupire, ci sarei stato anche da sano, solo a Capodanno a vedermi Amici Miei Atto Secondo!

La famiglia non ufficiale al suo 85% è stata colpita tutta da influenza ed io sono stato l’ultimo Bastione di Orione a cadere, termometro a mo’ di baionetta tra i denti e sciroppo sul comodino. Come si confà al malato delle ultime decadi, riviste varie, quotidiani e tubo catodico sono i migliori passatempi dei convalescenti. Solo che io sono andato in overdose da tubo catodico. Il registro segna: ghostbusters, fuga dalla città II,  la fabbrica del cioccolato –original-, rabid, gangs of new york, commedia americana canterina con susan sarandon ed una procace scarlett johansson di cui non mi ricordo il nome, fantozzi, il presagio 4, il secondo tragico fantozzi, army of darkness, giallo morboso di woody allen ambientato a londra di cui non so il nome, arrivano i dollari, frankstein jr, telefilm americano circa sparizioni e relative ricerche poliziesche, ER per la prima volta in vita mia, Lost, concerto di capodanno, una trentina di telegiornali assortiti, blob, televendite di attrezzi per cucina vari ed assortiti tra cui il mitico granchef e vari affetta-verdure, toniche donzelle che fanno step, prossimamente al cinema, varie ed eventuali. Sono convinto di essermi anche dimenticato qualche cosa di essenziale. Comunque il guinness sta proprio nel 31; indebolito dai 39 e mezzo del giorno prima, mi sono fatto totalmente assorbire dallo schermo, entrando in simbiosi con il telecomando e facendo registrare le 15 ore abbondanti di accensione continua di infernale macchina. Ho finito la giornata con gli occhi pallati come il marty feldman che  vedevo poco prima. A distanza di due giorni sono ancora con la vista stanchissima annebbiata. Eppure ho quella sensazione che solo riaccendendo l’attrezzo la mia vita potrebbe migliorare. Lo sento chiaramente… Stare male a letto un po’ riconcilia. Ti concentri sullo stare male del momento, così non pensi che stai male sempre e comunque e non solo fisicamente. Ti senti legittimato ad essere depresso, stavolta per qualche cosa. Long live influenza! Sarebbe stato più appropriato che a 16 anni mi fossero piaciuti i Joy Division invece che i Suicidal Tendencies.

Comunque…

Tra l’imbizzarrimento da telecomando e le varie riviste mi sono imbattuto in vario punk, non che lo cercassi. Articolo di Philopat, messo insieme razzolando e tagliuzzando il suo nuovo libro, su GQ. Video mestissimo di una mestissima canzoni dei Subsonica in cui si vede una maglia dei DK. Susan Sarandon nel film canterino di cui non ricordo il nome passa a piedi di fronte ad alcune saracinesche abbassate con graffiti vari ed una reca un monumentale omino dei DRI. Recensione di rimasugli punk-hc americano primordiale rimessi insieme su XL di Repubblica, nonché sullo stesso,  lettere dei lettori circa l’essere poseur o meno. È strano; a 34 anni il punk non lo cerco ma lui trova me. A sedici invece lo inseguivo disperatamente ma è grasso che colava se il Piccini metteva su la sua rubrica su HM e figuriamoci lo Stiv su Rockerilla. Il massimo che concedeva lo schermo poi era la maglietta del batterista dei G’N’R… Mah… Sto decidendo se il punk è morto nel frattempo, vi aggiornerò.

L’ultima azione prima di intombarmi e essere parte viva della camera da letto, cioè viva nemmeno tanto, è stato andare a presenziare alla solenne cerimonia del rogito della nuovo rifugio delle aquile soa. Sarà anche per questo che sono poi stramazzato, orbo di altra fetta del già misero patrimonio soa. Ad ogni modo, io con ai fianchi la fidata socia e cognata non ufficiale ci presentiamo dal notaio lupo de lupis (la casta dei notai si chiama così) con gli altri 15 condomini. Non infondiamo grande simpatia visto che nessuno ci saluta. Ok la madre di uno skinhead non chiede mai pietà, ma io due pizze non ve lo do solo perché non c’ho più il fisico, non perché sono educato diostambecco. In uno profondersi di risate, sorrisi, pacche sulle spalle, aneddotica condominiale e non, io sono roso dall’insofferenza per la felicità natalizia, per l’inettitudine del capocordata, per la dissoluzione del mio micro capitale ad opera di gente stupida, per la mancanza di ancora quasi tutte le utenze, per i comportamenti dementi di taluni condomini. L’idea del castello con fossato di coccodrilli e piranha è sempre viva. Ma penso anche di allevare dei falchetti da caccia all’umano e fare un rifugio per rotweiler, esclusivamente killer, con precedenti. Non do retta a nessuno, mi estraneo dal condominialismo, non faccio le feste al capocordata. Le due donzelle con me non sono da meno. Abbiamo tre facce che sembrano l’ispirazione ideale dello iettatore de “la patente” di pirandello. Di cosa dovrei gioire maledetti idioti?  E se andassi a giocarmi al lotto i numeri del ciccione di Lost?

 

onore a saddam

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postato da Il Male De Roma 16:49 |