giovedì, dicembre 28, 2006
I know I will stay alive
I've got all my life to live
I've got all my love to give
and I'll survive
I will survive
In quel dì di S.Stefano, si girovagava per roma su macchina prestata da cognata non ufficiale, visto che macchina propria è ancora convalescente e male funzionante. In realtà non si girovagava proprio, ma si andava verso un pranzo di parentame. Radio Dj ha avuto la malsana idea di precettare Fabio Volo per i giorni festivi e fargli dire due ore di cazzate invece della solita ora. Superata la prima delle due ore, la mia socia decide di posizionare la radio su onda rossa, che con mia grande sorpresa è talmente tecnologica da impressionare il proprio nome sul cursore dell’autoradio, proprio come Radio Dj. Non metto onda rossa, anzi Onda Rossa che poi mi si accusa di anticomunismo, da secoli, un po’ perché sono ormai fuori dal raccordo di almeno
lunedì, dicembre 25, 2006
“Pronto, qui emergenza mummie, Strani incontri pre- natalizi: Allontanandomi dal trendy Palombini con fidato socio dell’epoca, per le verdi frasche che declinano verso Ad una decina di giorni dalla mesta festa della natività, vengo richiamato dall’addetta allo sportello “corsia preferenziale” di una delle due poste di cui sono cittadino onorario (quella principale reca anche una targa a me intestata, per il munifico supporto), che è attiguo a quello pacchi e raccomandate. L’addetta è una faccia amica, ma le nostre strade si incrociano di rado; io sono poco invadente e le rompo le balle solo se non ha nessuno in fila, quindi quasi mai. Tira fuori un cartoccio dorato con fiocco, munito di bigliettino. Ringrazio sentitamente, commosso, metto in tasca e visto che mi ha chiamato lei, le rifilo per ricompensarla un vaglia da incassare di straforo (incassare IO, ovviamente) senza fare la fila. Tornato in macchina scarto il presente e trattasi di penna; ma il clue è il biglietto stampato, reca la scritta “è un piacere lavorare con Te!”. Ma il Te sono io? Ma come, tu presti un servizio pubblico e fai regali? Ma sono dinamiche che in questo mondo non esistono più. Sono basito e sento lo spirito del Natale tirarmi per i piedi. In rocambolesche peripezie di macchina sfasciata e meccanici assortiti, gira e rigira, ritorno dal mio storico ex vicino di casa-meccanico da oltre 12 anni. Superata la fase “meccanica” della questione, il meccanico nota il mio socio trasportatore spostare un case mastodontico per doppio piatto technics1200 e fa una battuta sul mondo della disco che si protrarrà in quindici minuti di conversazioni il cui clue della vicenda si avrà al momento del mio “mah, si qualcosa ne so ma io sono più per il punk” ed il suo “si si mi ricordo che ascolti. Pensa che io ho visto pure quelli famosi, i Dead Kennedys all’epoca, nel mio momento punk”. Rimango di sasso. Sarà perché il meccanico è tale e quale da quando lo conosco senza invecchiare di una ruga a parte il brizzolamento capelluto, ha 45 anni ma ne dimostra 10 di meno. Chiedo se ha rimasugli vinilici del suo trascorso trasgressivo ma la risposta è ovviamente no. Mi ripropongo di regalargli un po’ di ristampe disco per le innumerevoli consulenze aggratis. Come ogni post 24, sono pregno di bio-gas da eccesso di frittelle di cavolfiore e legumi vari. Mi sento come al solito oberato di cibo e flaccido oltre che flatulente. Ricevo regali, ne faccio altri. Senza convinzione ovviamente. Non comprendo lo spirito della festa e mi rompo le balle. La nipote di tre anni offre comunque spunto per farsi due risate. Lo zio acquisito non ufficiale rintronato fa spostare le teste altrui ed invoca silenzio per vedere per la quattordicesima volta in quindici anni “una poltrona per due”. Strano che non ci sia Bud Spencer su qualche canale. Il suocero non ufficiale è a corto di battute e buonumore ed un po’ lo capisco. Le donne adulte e vaccinate della serata sono le uniche vagamente euforiche. Io attendo al guerra civile, forte del mio orto. Anche se l’operato del compare Scaramella è stato vilmente fermato dallo stato forcaiolo.
dica…”
“Non ritrovo più il mio braccio!”
“Capisco,
gliel’ha nascosto dentro al muschio,
immagino…”

lunedì, dicembre 11, 2006
Mellom bakkar og berg ut med havet
Heve nordmannen fenge sin heim
Der han sjølv heve tuftene grave
Og sett sjølv sine hus oppå deim
Come se uno non avesse già voglia di per sé di fare un benamato cazzo, ci si mette anche il tempo e soprattutto il temporale. Quindi, chiuso in casa, attendendo che il battaglione san marco munito di mezzi anfibi da sbarco mi venga a soccorrere perché da qua non si esce. L’acqua è ovunque, il fango pure; esigo che Sarno si gemelli con il nostro circondario. Dieci giorni fa, il capocordata aveva predetto che avremmo avuto il gas. Dieci giorni fa, per la precisione calendaristica corrisponde a 5 settimane dopo le prime solenni promesse “che ci vorranno? Al massimo dieci giorni…”. Ottimo. Ad ogni modo, dopo oltre due mesi di solenni promesse e 50 euri quasi settimanali di bombole, due depositi del gas sono parcheggiati qua fuori. Solo, che sono parcheggiati qua fuori da una settimana. A natale lo bruciamo sto cazzo di albero per lesinare sulla bombola, dio caciucco. Se non puzzasse eccessivamente di merda, brucerei il capocordata.
The day after the derby.
Bisogna essere contenti? Boh, in fondo in fondo si, tanto per dare una raddrizzata ai parenti lontani, sempre tronfi e così pieni di loro. Ma in realtà la mestizia giornaliera non si cancella con un
La cronaca nera del circondario ha fatto registrare la prima chiamata dell’ambulanza; chi altro poteva essere ad aver chiamato se non
Il mezzo anfibio è sbarcato in giardino. Non faccio aspettare i tosi del battaglione che poi si incazzano. “ziocan!”

