s.o.a. records

lunedì, settembre 25, 2006

Our armies in England, Ireland, Scotland and Wales
Our brothers in Belgium, Holland and France
Will not fail
Denmark, Sweden, Norway, Finland, Italy
Switzerland, Austria
Back to the Glory of Germany

Dopo un periodo di tre mesi e mezzo senza linea a casa, ordunque adesso ne posseggo una; pago quanto una adsl flat 24 su 24, ma per 3 ore. Un vero affare. Perlomeno l’antenna a 300 metri di distanza a qualche cosa serve. E tocca stare pure attenti ai tempi di connessione, che qua la baracca scatta ogni volta per la validità di un quarto d’ora (se scarico la posta al volo per due minuti, lo scaltro interbet box vodafone si ciuccia 15 minuti. Se navigo per 15 minuti a 8 secondi, se ne ciuccia 30…). Mica se l’è inventata un coglionazzo la telefonia… o no?

I guai tecnologici continuano. La scheda video sembrerebbe mezza morta ed un sinistro rumore proveniente dal cabinet suggerirebbe che il disco interno sia agonizzante… Niente di nuovo quindi, io e la professionalità telematica andiamo d’accordo come  glamsters e thrashers a fine anni ‘80.

La trasferta londinese è stata all’insegna della kilocaloria vegan; ho ingollato tanto cibo che ancora non mi sono ripreso. Questo turbinio alimentare va represso in qualche modo. Sto pensando seriamente a iscrivermi da qualche parte. Sarebbe d’uopo una clinica di disintossicazione alimentare ma suppongo opterò per un qualche piscina-palestra, sfidando le nevralgie della schiena evvafannzum!  Sorvolerò sui giri intrapresi in quella della swingante londra, se volete approfondire la questione andate a su www.veganriot.it sezione articoli, ma in realtà si analizza solo la parte mangereccia. Però mi soffermerei volentieri sulla parte finale del viaggio, in cui perderemo l’aereo. Già, il simpatico bus navetta Terravision difatti impiegherà ben 2 ore e tre quarti contro l’ora ed un quarto prevista, sul tragitto Victoria-Standsted; ciò implicherà che noi, insieme ad altri 38 passeggeri del nostro volo, perderemo l’aereo, nonché quello successivo a distanza di un ora. Tra bestemmie poliglotte ci metteremo in fila al banco dei voli persi della simpatica compagnia celtica Ryanair. Sembrerebbe che perdere i voli sia la prassi perché ci sono circa un centinaio di persone a tenerci compagnia e più passerà il tempo e più se ne aggiungeranno. Tra le cose che sapete degli inglesi, anche se non sapete un cazzo dell’Inghilterra annovero con sicurezza dei punti saldi come: gli inglesi sono stati dei geni musicali inventando punk, oi!, mod, pop, risolvendo la questione metal con la new wave of british heavy metal, il grind, rispolverando il goth e non so bene cos’altro, gli inglesi della city portano la bombetta, gli inglesi uligani si picchiano allo stadio, gli inglesi hanno ma mochette (o come diavolo si scrive) pure nel cesso, gli inglesi devono birra nei pubs, gli inglesi mangiano fish & chips e pasticcio di rognone, gli inglesi hanno la regina e gli inglesi fanno la fila. Ecco su questo ultimo punto sono stato costretto a cambiare le mie convinzioni. A metà fila due vecchia baldracche, una cicciona e con la faccia incazzosa e l’altra più affabile tipo la signora nonsocosa che fa la detective improvvisata sulla rai (miss marple forse? Facciamo finta di si…) si ficcheranno a parlare affaccendatamene con le nostre vicine di fila che ci precedono. Se in un primo momento pensavo che si conoscessero e per qualche motivo a me ignoto le nostre vicine tenevano il posto alle loro compagne, in seguito ho carpito che le due babbione si erano introdotte furbescamente alla italica chetichella davanti a me nel mezzo della fila. Sono cose poco simpatiche da fare quando uno sta in mezzo ad una fila di gente che ha perso l’aereo. Ad ogni modo, mi risolvo di tenere per me le rimostranze perché il mio sconfinato vocabolario albionico mi porterebbe a sfoggiare solo parole tipo fuck bitch asshole motherfucker e non so cos’altro. La vendetta comunque è un piatto che va consumato nella fila stessa perché poi non si sarà più verso di perpetrarla. Quindi mi risolverò di calciare la mia borsa sulla caviglie della cicciona ogni volta che la fila avanza. E non ci sarà mai una sola volta che la cicciona bolsa si girerà a chiedere chi possa usare tanta violenza su una povera donna onesta in fila. Ms marple sbotterà in qualche sorriso colpevole in un paio di occasioni in cui mi troverà a fissarla come il canaro della Magliana fissava il pugile ogni volta che gli tagliava via un appendice del corpo. Ma io non ricambiavo il suo sorriso. Risolta la parentesi fila in circa un ora  e mezza, e preso un volo per il giorno dopo, bisogna valutare la questione notte. L’hotel dietro l’aeroporto sta li apposta. Ok, tanto per dire, ho fatto tour in agosto senza lavarmi per 14 giorni dormendo sempre dove tre ore prima avevo suonato (ahem) perdippiù accanto al Capoccia. Però mi sono rotto le palle. Sfoderiamo questi 144 quids e ci si infila nell’hotel quattrostellato. La hall svetta per i 4 piani dell’hotel stesso. I banchi clienti sono 4 (quattro!). I vari wine bar, pub, ristoranti al piano terra sono incalcolabili. Quello centrale ha però la peculiarità di avere la cantina in plexiglass che si estende in verticale per una decina di metri, contenendo qualche migliaio di bottiglie in appositi loculi. A fare su e giù appesa a cavi metallici c’è un apposita allodola-sommelier che prende le bottiglie su ai quattro lati della cantina verticale e torna giù facendo finta di svolazzare con le mani. Pacchiano. “che fai nella vita?” “mah, faccio la barista alternativa al wine-bar dell’hotel di Stansted, salgo su per dieci metri a prendere bootiglie di dom perignon d’annata e torno a terra svolazzando con le mani, i clienti ci sbavano…”. Porca eva. In ascensore, che copre i 4 piani in circa due secondi, divideremo gli spazi con rampanti italiani quarantenni abbronzati con il golf poggiato sulle spalle, l’erre moscia e il classico timbro della milano da bere / che conta, ovviamente. Haimè nella camera i film porno satellitari sono a pagamento dietro diretto prelevamento dalla tua carta di credito, quindi propendo per una puntata dei Simpson in lingua che ovviamente capirò all’incirca per un 30%...  Non vi tedio con altro, per il momento, avete comunque qualche cosa da leggere e mi son fatto perdonare la latitanza. Oltretutto suppongo che se per caso non dormivate sonni tranquilli non era a causa dell’aggiornamento del blog soa. Nevvero?



postato da Il Male De Roma 10:04 |

venerdì, settembre 08, 2006

Elizabeth christened, no paler a rose
Grew so dark as this sylph
None more cold in repose
Yet Her beauty spun webs
Round hearts a glance would betroth

Ho trasformato Pazuzu in mitologia. Ormai quando incontro qualche faccia nota mi chiedono prima notizie sul vicino di casa, poi, forse, su di me. Ma è giusto che sia così. Pazuzu è il classico reietto che deve per forza diventare un eroe di domani. Poco ma sicuro.

Esso è ultimamente solito aggirarsi tra i cumuli di terra di due metri abbandonati davanti al nostro accampamento, non più con retino ma con piccola carriola, badile e strani fusti. Cosa ci faccia poi all’interno della propria casa rimane un mistero. Magari le sabbiature. Adesso che ci penso è già qualche giorno che però non vedo la madre in giro…

I suoi Cradle Of Filth regnano supremi e mi arrivano dentro casa facendo breccia attraverso quella della cognata non ufficiale. Solo che è sempre lo stesso disco. Tutti i giorni. E dire che ne hanno fatti pure tanti oramai. Potrei bussare e passargliene un altro, ma ciò significherebbe farselo amico o peggio ancora, finire come l’austriaca più famosa del momento.

Ad ogni modo l’aggiornamento “mancanza di” si registra ancora nelle seguenti utenze; gas, acqua potabile, telefono. Questo ultimo punto mi sta facendo vagamente diventare matto, visto che la via telematica passa per casa dei suoceri e per essa passa anche malumore, nervosismo, nipoti saracene etc etc. Mi sento un po’ orbo di quello straccio di socialità che mi restava… bell’ affare direte voi. Ma non è che al Traffic risolvete i vostri problemi, o no?

Ad ogni modo, sebbene sia comunque un ramingo della tastiera, starò via qualche giorno per le vie di Londra, facendo visita a quanti più posti culinari a me affini e rischiando l’infarto alimentare. Se torno saremo di nuovo insieme… per tutta la vita (detto con la voce di Chucky la bambola…). Oi!

 

Il protagonista

 

postato da Il Male De Roma 16:47 |

venerdì, settembre 01, 2006

Born of Black Wind, Fire and Steel
Born of Black Wind, Fire and Steel
Born to teach them all to heel
Black Wind, Fire and Steel

L’allarme Pazuzu è vagamente rientrato. Soprattutto perché costui è evitato come la peste da tutti i vicini, ad eccezion di un povero dodicenne a cui la nostra presenza maligna attacca pippe lunghe ed estenuanti. Da segnalare che un paio di giorni fa uscivo da casa alle 7.00 in soccorso ai gerani riasrsi, ed al terzo passo fuori casa, l’innominabile mi incrociava con lo sguardo, ci salutavamo, rientravo velocemente nella maggione e di li a 30 secondi il gatto mi avrebbe vomitato per il soggiorno tutto. Poi non dite che sono prevenuto.

L’ultima occupazione del mefistofelico vicino è stare a fare riparazioni non meglio identificate ma lunghe giornate intere, su una bicicletta nuova fiammante che apparentemente non avrebbe bisogno di alcunché. Ma si sa che il disegno di Pazuzu non sarà rivelato fino al momento del giorno della bestia.

Poi penserete che mi accanisco eccessivamente contro questo povero bisognoso dell’affetto condominiale…

Poi…porco cane.

postato da Il Male De Roma 16:10 |