domenica, luglio 30, 2006
So much bitterness
in this so-called scene.
Self righteous? leaders?
with their own little dream.
Pazuzu deve aver capito, se non è propriamente un imbecille, che non è benaccetto dentro il nuovo bunker SOA. Anzi il fortino SOA. Di fatto il mio invito computeristico non è mai partito e lui non ha più ritentato. I nostri rapporti si fermano ai saluti tra vicini. Mi sembra improbabile che Pazuzu abbia una collezione di dischi grind dentro casa, quindi non penso di aver perso nulla. La vendetta trasversale di Pazuzu comunque è già scattata; il cane salsicciotto del nostro eroe è solito passare goffamente attraverso il suo ed il mio cancello e già in un paio di occasioni ho trovato i suoi segni di passaggio e marcamento del territorio, fortunatamente secchi. È probabile che tra cani viga il motto secondo saggezza popolare canina “l’erba del vicino è sempre più verde; quindi cagaci!”. Si diffonde oltretutto il presagio maligno che dove caghi il cane di Pazuzu non cresca più l’erba, ma su questo vi relazionerò in futuro.
Da qualche giorno la “cognata” accusava puzza di fogna nell’acqua di casa (che per inciso non è d’acquedotto ma di pozzo). Al fortino SOA niente, tutto a posto. Fatto sta che ieri manca l’acqua per ben due volte. Alla seconda manches veniamo a scoprire da altri vicini che il militare faccia di cazzo che quando ti passa davanti studia l’interessante società delle formiche pur di non salutare, ha avuto la bella idea di purificare l’acqua del pozzo con del cloro, per mondarla dalla puzza di fogna, “perché noi –militari- appena arriviamo in posto nuovo, scaviamo un pozzo e facciamo così”. Il risultato dell’opera del mio vicino Rommel a riapertura dei rubinetti è stato di riavere l’acqua che sapeva di cloro e di fogna contemporaneamente nonché che avesse la colorazione del piscio.
Ieri mi sono fatto la doccia dorata e stamattina ho fatto la lavatrice con l’acqua del Gange. Arruolati nell’esercito e farai un sacco di cazzate. Complimenti.
C’avrei altri pensieri su cui dilungarmi ma sono pigro.
Elenco alla rinfusa. Di canio raus. Avete voluto prodi perché non volevate più berlusconi? Va bene, ma dov’è il governo di centrosinistra che volevate? Io non lo vedo. Seguo solo le gesta di un manipolo di neoliberisti della minchia, né più né meno peggio di quelli di prima. E anelo per voi un futuro in Siberia. Populismo soviet docet. Cannavaro raus. Juve raus. Lotito raus. Caldo raus.

giovedì, luglio 20, 2006
Mind control the easiest way
Sponsered by the C.I.A.
It's a weapon you cannot see
It's propaganda subliminally
C’era questa data nell’aria da un po’ di tempo. Nei primi giorni i biglietti erano già andati sold out. Noi li abbiamo raccattati alla seconda manches. Il che con buona probabilità significa prenderlo nel culo in previsione di una cattiva visuale. La cognata è una fan accanita sin da quando aveva metà della sua attuale età. Mentre io, pure. Li avevo visti live al palaeur nel 1988 che ero già nel limbo metal/punk/hc ma comunque avevo i loro dischi precedenti e mi piacevano. Un socio delle medie, andrea carlomagno (che se mai si ritrovasse qui attraverso i motori di ricerca, si mettesse in contatto che s’annamo a magnà na’ cosa…) aveva meditato di andarseli a vedere, ed io mi ficcai insieme a lui sebbene ormai separati da diversi licei. Da notare che andrea, forse visto l’anno in più dovuto alla bocciatura in prima media, aveva un ascendente musicale su di me non da poco; grazie a lui avevo conosciuto i Sigue Sigue Sputnik nonché ci ritrovammo poi con una comune passione metal. Ho ancora delle sue foto del monster of rock di quell’anno, tra l’altro…
Con quella follia propria dei sedicenni infervorati, andrea mi venne a prendere fuori scuola ed immediatamente ci inalberammo sulla Cristoforo Colombo verso il palaeur. La “trasferta” più semplice della terra: 500 metri, tutti dritti. Alle due del pomeriggio ci sono altri sedicenni infervorati davanti ai cancelli. L’attesa è lunga, i cancelli verranno aperti solo dopo diverse ore, ma malgrado la stanchezza e grazie alla scaltrezza di andrea ci si trova direttamente in prima fila di fronte al palco. Al che i ricordi si fanno grigi. Il buttafuori davanti a noi è il Baffo, monumento del metal/hard romano, da venerare come un monolite. Altri episodi anni 80’ che mi sovvengono… erano diversi adolescenti trendy con al polso 4-5 swatch, usciti proprio in quegli anni (e comunque 4-5 swatch al polso significano 200-250000lire nel 1988…) e la cosa ai nostri occhi stonava non poco visto che io ed il mio compare non è che venissimo da famiglie proprio agiate. Ad aprire le ostilità furono i malcapitati front242 che sebbene fossero uno dei nomi di spicco dell’elettronica anni 80’, probabilmente metterli di supporto agli inglesi non era proprio una genialata; difatti ricordo benissimo che ad un certo punto furono bersaglio di un fitto lancio di Ringo sfusi. Il concerto ei nostri eroi fu memorabile. Io che ero abituato a chitarre e batterie, a vedermi quell’assetto di tastiere e sentire quei ritmi da puleggia, beh ero rimasto colpito non poco. Sui bis, andrea che era uno che sapeva come andavano le cose mandò avanti la fan che aveva alle sue terga, scambiandosi con lei di posto e ricordo ancora nitidamente la sua faccia da mandrillo mentre faceva finta di sodomizzarla mentre lei nel delirio mistico non si accorgeva di niente. Tornai a casa con una scarpetta in finta seta comprata da un napoletano fuori al palaeur per la modica cifra di “scinguemilalire”.
Purtroppo non posso aggiungere particolari di lotta politica e sociale, cariche delle guardie, botte da autonomia operaia, come fanno tutti i patroni del punk-hc nostrano, perché io sono venuto dopo, che ci volete fare….Fino a quel momento avevo visto solo i duran duran, gli spandau ballet ed ancora me ne vergogno, zucchero.
Poi l’hc, il punk, il grind, l’oi!, il black metal norvegese, e la dance anni ‘70-’80 passarono sotto ai ponti. Fino a che, in una progressiva riscoperta degli anni ’80 (non solo dance) mi sono ricomprato tutti i dischi che mi sentivo all’epoca, stavolta in formato digitale. Parliamo dei Depeche Mode se ancora non avevate afferrato. Quindi, chiusa parentesi pionieristica anni ’80.
E dunque, passati quei 18 anni dalla memorabile data, mi impelago in questa data romana allo stadio olimpico, insieme alla tra virgolette cognata ed amica. 51 euri la cifra sborsata. Ho il biglietto ancora da qualche parte ma secondo me nel 1988 non pagammo più di 20000 lire, fatevi voi due conti….
Ad ogni modo, partiamo alla volta dello stadio, imbottigliati, accaldati, incazzati. Gli ultimi 500 metri fino a p.zza maresciallo giardino dureranno all’incirca mezz’ora. Poi un proverbiale parcheggio e diretti verso i cancelli. Attesa di una ventina di minuti che mi fanno smadonnare come un ceceno con la cintura di tnt, ma che volete non ho più l’età. Passiamo indenni il varco e via verso i posti. Appena giunti, c’è un singulto collettivo nel constatare che siamo distanti dal palco quelle diverse centinaia di metri che fanno i presenti sul palco grandi come moscerini nani. Il che ci potrebbe pure stare visto che altri 20000 se la passano come noi; solo che loro non hanno una torre per le riprese in mezzo alla visuale. Ottimo. I franz ferdinand fanno cagare. E questo è quanto. Hanno una potente batteria ed una bella voce ma ciò non li salva abbastanza. La loro esibizione passa abbastanza in sordina; solo le hits quelle giuste vengono ricevute con qualche avvisaglia di apprezzamento. Giungono le 21.30 e partono gli eroi di casa. Gli schermi non aiutano più di tanto a capire che succeda sul palco, a noi celato da una delle due torri. Il fattore F va alla grande in queste occasione. F, per inciso sta per figa. Passano in rassegna 16 anni di successi più o meno noti, snobbando totalmente il periodo d’oro, quello che piace a me. Master and Servants per intenderci. L’effetto puleggia è del tutto svanito. Gli anni ’90 sono fatti di visioni di cristi vari, canzoni sdolcinate d’amore e frocerie simili. Perdo punti pc a dire “frocerie”? FROCERIE porcoddio! Passo due ore canticchiando tra me e me le hits che conosco aspettando qualcosa che mi ripaghi di quei 51 euri, ma non si vede vittoria. La risoluzione strategica n°6 vedrebbe me sul palco uccidere martin gore e far segno agli altri di partire con tutto Some Great Reward dall’inizio alla fine con me alla voce, ma lascio perdere. Gli astanti sono in estasi mistica. A me rode er culo. Come di fronte a sai baba che canta jesael dei delirium, tutti quanti potendono le braccia in direzione prima palco e poi cielo. Ma stiamo scherzando; mai e poi mai cambierei il je accuse del classico fingerpointing che racchiude in sé un gesto d’approvazione ed anche un “so ndo’ abbiti”. Il gruppo si rivela anche piuttosto silente verso i propri fans; probabilmente anche io al quindicesimo
“po popopopopopopoooooo” avrei giudicato la platea come dei perfetti imbecilli. Mentre me ne vado, tra una macchina ed un pedone zigzagando penso che tra 20 anni i D.M. potrebbero essere tranquillamente i nuovi U2, sempre che il buon martin non si spari in vena tutti i 51 euri che gli abbiamo lasciato. Sempre che la musica abbia ancora un minimo di mercato. Il ritorno procede verso il paesello con la parte femminile appagata e profondamente dormiente; il maschio non dominante ma guidante dormirà 5 ore e pure male al pensiero di aver buttato 51 euri. Se siete arrivati fino a qui vi offro un caffè, primo o dopo. Non mi va manco di rileggere sta pappardella…
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giovedì, luglio 13, 2006
Ignorance and prejudice.
Raping peoples minds.
Molded by environment.
Hatred of all kinds.
Never knowing tolerance.
The ignorent domain.
Never knowing freedom.
Wear it like a chain.
Varie ipotesi papabili:
1) tua madre è dedita al meretricio; ella è particolarmente avvezza alla pratica della fellatio
2) fight crass, not punk!
3) no, il
4) era ora che te rasavi, co’ quella chierica chette porti appresso, mortacci tua e de chi non te lo dice colle mani alzate!
In ogni caso, cosa abbia detto materazzi al franzoso, poco ce ne cale; la vita è na’ merda e sti pettegolezzi da novella2000 lasciano il tempo che trovano. Anzi novella2000 perlomeno in questa stagione è piena de chiappe. Ma forse non si chiama nemmeno più novella2000…
Oltre ad essere circondato da militari, carabinieri e pelatini, nella nuova soluzione abitativa mi ritrovo pure il pazzo di turno. Costui è il figlio dei testimoni d.G.; il che non lo fa comunque t.d.g. e tanto meno essere figlio di t.d.g non fa di te matematicamente un pazzo. Tuttavia questo sa di pazzo ad un km di distanza. Età indefinibile; potrebbe avere 20 come 30 anni; peserà 50 chili per 1.70 di altezza, taglio di capelli da crust spagnolo che ha abusato troppo della chimica per farsi la cresta in tenera età ed adesso ha il cranio che assomiglia più al prato del flaminio dopo italia - nuova zelanda di rugby. Abbigliamento stile “me so’ infilato nella campana dei vestiti usati della caritas e per fortuna che so’ magro come un chiodo sennò rimanevo là…” e lo dice uno che non è che sfila abitualmente per dolce e gabbana. Esso ha passato incessantemente tutti i primi giorni nella sua nuova abitazione seduto su un trespolo a
Pazuzu è stato spesso e volentieri trovato a fissare i giardini dei vicini (fratelli del pelatino, sorella della mia socia, e quindi il mio) come in catalessi. Pazuzu è stato trovato seduto su una sdraio a fissare il vuoto alle 7.30 del mattino come anche alle 21.30 di sera. Pazuzu intrattiene rapporti cellulari con qualcuno, si potrebbe osservare che è un telefonista doc. eppure Pazuzu sta sempre a casa, tumulato tra le pareti ed il giardino davanti, tanto che la mia socia nell’arrovellarsi la mente su di lui l’ha persino dato agli arresti domiciliari. In un paio di occasioni Pazuzu è stato sorpreso a parlare con muratori e lavoranti vari DENTRO ai giardini di casa mia e di mia “cognata”. Per accedere ai giardini va detto che bisogna anche attraversare un cancello. Fino a tutti i punti precedenti per me andava quasi tutto bene, di disadattati è pieno il mondo e poco male, alla fine anche io non sono proprio un “adattato”; ma provenendo dalla città e considerando la proprietà privata un diritto sacro ed inalienabile come la vita di un feto per un militante di militia christi, beh, da quel momento ho iniziato a vedere Pazuzu vagamente torvo, ad evitarlo, a sincerarmi che non stia tra le balle in giardino quando ci sono io o perlomeno a guardare altrove quando vi transito. Ciò porterà a inesorabili faide tra vicini, mitomania a gogo sugli innominabili t.d.G., astio sempiterno e spargimenti di sangue molteplici. Vi ragguaglierò circa i cruenti sviluppi della pazzia di Pazuzu.

martedì, luglio 11, 2006
I'm gonna fight 'em off
A seven nation army couldn't hold me back
They're gonna rip it off
Taking their time right behind my back
Do per scontato che se i White Stripes avessero saputo per tempo che dei dj di non so dove avrebbero fatto una hit con la loro 7 nations etc e per la proprietà transeunte dei cori beceri da stadio dal belgio a roma a tutta italia il loro riff del cazzo si sarebbe impossessato del 70% di faringi, trachee e corde vocali… beh, lui si sarebbe preventivamente amputato entrambe gli arti, mentre la sorella avrebbe abbandonato la musica per darsi al porno amatoriale con mascherina da zorro.
Hic sunt
“si ma tu sei punk e vedi tutto storto”. Ok io sarò punk e vedo tutto storto ma voi avete visto del bel calcio? Mi sono divertito per il 75% della partita con la germania e il 35% di quella con la francia. Ma il resto? Puzzetta. Po popopopopooooo po popopopopoooo.
Tutti in piazza a festeggiare. Siamo messi male. Tra un po’ se magnano il cartone delle campane per il riciclo ma andiamo comunque in piazza a festeggiare. Spero venga la guerra solo allora capirai che potevi far qualcosa.
“si ma tu c’hai la puzza sotto al naso e ti senti i ripcord; come fai ad apprezzare simili avvenimenti?” A parte che i Ripcord davano la paga a 4/5 dei gruppi moderni, in realtà mi sono guardato tutte le partite italiche ed un'altra decina di varie ed assortite, riscontrando del gioco noioso e spesso addormentandomi.
Fate un po’ voi…
