sabato, aprile 29, 2006
...anche più veri,se lo vuoi
la politica non fa per noi!
Silenzio e nemmeno statico. Interrotto solo da sonore flatulenze dovute al mangiar pesante in Babilonia. Già, perché insieme al fidato feldmaresciallo Moscarelli siano stati ospiti dei suoi amichetti in terra d’Albione, più precisamente in swinging London. Ero vagamente in apprensione in quanto, a memoria umana, l’ultimo viaggio con il prode original former S.O.A. zine editor è datato 1994 ed il suo epilogo non era dei migliori. Comunque, il feldmaresciallo ha gli amici che ospitano, quindi scordammuce u’ passato simmè e napul’e paisà è l’imperativo categorico. Le raccomandazioni di far bella figura con gli amichetti sono iniziate circa due mesi prima della partenza, praticamente il giorno della prenotazione dei biglietti. Più che raccomandazioni erano tassativi divieti di flatulenza, rotti e dita nel naso. Come se avessi passato la mia infanzia nel furgone da tour degli Hiatus, porcamadonna. Era abbastanza terrorizzato dalla coppia ospitante vistele dubbie frequentazioni del mio cicerone (donne gobbe, amici sfaccendati , cattolici visionari, fanatici quarantenni dei giochi di ruolo), ma in realtà si è al fine rivelata molto tranquilla ed il Moscarelli molto più molesto di me. Ad accoglierci a merdatown, monsieur Omicidiodimassa in persona, attirato nella trappola soviet-sionista da una busta di supplì comprata la sera prima, in zona tuscolana. Dato che il suo blog va alla grande, da ora in poi sarò “in”; non per ultimo posso quindi vantare amicizie ambigue ed essere a la page come non tanti a questo mondo. Oltretutto passeggiare per swinging london a parlare degli hope & glory e dei guerriglia urbana fa molto esotico e sono convinto che verrò invitato a “
Londra è il vero mercato globale. La cultura locale non esiste più. Perlomeno non nella zona centrale. Probabilmente non esistono più manco i locali. Saranno rimasti in zona
In quattro giorni siamo stati in piedi circa 38 ore, camminato chilometri e ci siamo rovinati la salute non poco. Ma al feldmaresciallo le vacanze piacciono così; forti e neri… come i suoi uomini.
domenica, aprile 16, 2006
You liar (x11)-
You never tell the truth
You say you try to help
us but fuck you never do
Più passa il tempo e più provo un odio crescente verso le nuove generazioni. Nella mia crisi di intolleranza da over trentenne, poi, la mia socia mi fa notare che probabilmente anche all’età mia io ero odiato da chi aveva il doppio dei miei anni. Lei si riferisce a quando avevo una maglia dei Broken Bones, una mimetica (quando nessuno a scuola aveva le mimetiche) ed una bandana rossa penzolante dalla cinta; simbolo di appartenenza al bel mondo del punk-hc dell’epoca (e poi a quello dei gay senza accompagnamento, ho scoperto solo più tardi…). Però in realtà, quando nel 1989 c’erano solo un drappello di sopravvissuti vestiti a questo modo, dubito potessimo essere così odiati e cagati in petto come adesso i sedicenni locali lo sono per me. Suppongo che il vero scontro generazionale lo si potesse vedere meglio un paio di anni prima, avvolto nel mio moncler turchese, con i lewis 501 falsi di porta portese, la cinta el charro e le timberland ai piedi. Supportato inoltre da felpe della elvstrom, maglioni della marina yachting, un finto henry loyd della marca slam, comprato da tale piero il fichissimo stoicamente sopravvissuto in via del corso fino a qualche tempo fa. Ed ancora jeans strappati di energy, un pacchiano paio di pantaloni dell’avirex con un tomawak disegnato sulla coscia, le clark e quelle che poi diventeranno sneakers sempre el charro. L’unica cosa sopravvissuta dell’epoca: un paio di paio di calzettoni burlington a rombi che tanto andavano di moda tra i paninari milanesi, ed ancora adesso pienamente funzionali e caldi. Nel 1987 già costavano 15-20000lire, ancora me lo ricordo. Anni tristi, in cui avvertivi la diversità economica tra famiglie e cercavi di pareggiare la partita con gli stessi capi dei tuoi compari. Ma quando iniziò ad andare di moda lo schott, la saggia madre disse basta. Giustamente. Ecco, nel 1987 chi aveva una trentina d’anni e veniva da un decennio precedente in cui ci si era arruolati nei cortei, nella lotta armata di tutte le specie, quanto schifo gli potevo fare vestito come arlecchino, insieme ai miei soci uno con il moncler giallo canarino e l’altro con il millet verde smeraldo? A fare 30 volte avanti e indietro in viale Europa come deficienti senza scopo, mentre loro all’epoca avevano già rapinato una banca, fatto fuoco contro il nemico, partecipato da centinaia di manifestazioni? Per non parlare dei loro fratelli maggiori di dieci anni… Si, forse è un ciclo odiare le generazioni precedenti e pensare che siano dei dementi matricolati. Ma se è matematico che ciò succeda, perché si fanno figli? E se poi mi va in giro con il mullet, gli occhiali a specchio grossi come una visiera di un casco, i calzoni sbracati, la maglia de puta madre? poi che cazzo ci faccio con un figlio così? Cioè, … de puta madre… Mah…
Invece la generazione coetanea locale sembra inasprirsi visto che in una settimana ho collezionato un simpatico poco crinito con maglia white power ed altro vagamente più crinito con spilla testa di morto appuntata su un protobomber… sarà sto tempo strano, chissà… Magari un tornado se li porterà via prima o dopo, tanto stanno sempre in piazza…

mercoledì, aprile 12, 2006
Trovo molto interessante
la mia parte intollerante
che mi rende rivoltante
tutta questa bella gente
“mi raccomando vai a votare!”
No che non ci sono andato a votare, come del resto avviene da quasi 10 anni, dal Rutelli bis per la precisione.
“Ma come vuoi lasciare l’Italia in mano a Lui?”
Si, ambisco alla distruzione di massa a mezzo tracollo dell’economia. Non erano del resto i Peggio a raccontarci che bisogna rendere ancora più oppressiva l’oppressione che è in atto per raggiungere la coscienza della lotta? Ed allora, ridiamogli il paese. Quando saremo alla frutta, tutti in piazza con machete perché il Rwanda ci ha insegnato. Branchi di humungus appiedati in giro a far razzia ed eliminare i nemici a colpi di morning star ed asce bipenni. Mad Max sarà una simpatica barzelletta a confronto.
“ma se continui con questo tuo comportamento nichilista chissà dove andrai a finire…”
Ok, i genitori sono vetusti ed io non ho voglia di spiegare, quindi incassiamo il nichilista che comunque ci sta tutto in quanto aitante nabat fan.
“sarà sempre meno peggio quell’altro che Lui”
Non vedo nei programmi di nessun partito voci quali: vegan, black metal, grindcore, oi!, straight edge, nino terzo, giovane skin senza una chance, piazzale loreto, terra gratis per i novelli agricoltori, triplicazione dell’ici sulla seconda casa, quadruplicazione dell’ici sulla terza casa, pena di morte per chi ne ha da
Se nemmeno una di queste voci ricade non c’è nessun partito degno del mio voto. Però non ho letto purtroppo il programma del partito di Mirko Tremaglia… chissà che li non ci sia una voce su piazzale Loreto…
E tu banana joe, batterista poliedrico dell’ambito capitolino, per chi hai votato?

martedì, aprile 04, 2006
Full moon in the city
And the night was young
I was hungry for love
I was hungry for fun
Sono nuovamente nel mondo dei più... ossia di quelli che hanno la linea. Perchè la linea è vita, la linea è speranza.
Lento ma inesorabile, nuovamente back on track. Nuove noiose avventure quanto prima.
