s.o.a. records

lunedì, ottobre 31, 2005

Heavy Metal is the law that keeps us all united free
A law that shatters earth and hell
Heavy Metal can't be beaten by any dynasty
We're all wizards fightin' with our spell

Domenica di fabbrica pomeridiana. Per tre settimane. Per tre sabati c’è il rischio di poter fare qualche cosa alla sera che non sia lo zapping da walker texas ranger a film con cristian de sica, fino alle 21,45 ora in cui il sonno indotto dalla melatonina si fa avanti imperturbabile. Questi sbalzi di orario mi privano della vista dei dannati del reparti ingrassaggio. Non so se tecnicamente sia il reparto ingrassaggio ma loro sono sicuramente dei dannati. La compagnia è composta da un 7-8 esterni di una qualche cooperativa sfigata che passano la domenica mattina, spazzola alla mano, a pulire un settore unto e bisunto da tutte le sporcizie immonde di cui esso è cosparso dentro, sopra, sotto, fuori. I dannati arrivano un oretta dopo di noi, si beccano il baccano che facciamo noi, si respirano i miasmi infernali delle sostanze non meglio identificate che puliscono e se ne vanno almeno tre ore dopo di noi; tutto ciò con attrezzatura così arretrata che farebbe impallidire le fabbriche della mongolia tutta. I meno attrezzati arrivano con le loro nike da 180 euri (quelle con quella specie di sospensori-tubolari nel tacco) e le incellophanano in buste di plastica. La mia esperienza nissan patrol sul piede ci insegna che i 37 euri delle scarpe anti-infortunio sono soldi bel spesi; e puoi sempre andarci ai concerti oi! vantando il vero spirito working class. Ad ogni modo la presenza dei dannati mi rincuora perché il “c’è sempre chi sta peggio di me” è un pensiero che aiuta a farsi passare le ore nel simpatico avamposto del disagio psicofisico-ambientale-consumista. E non vederli da un po’ di tempo a questa parte non permette paragoni di sorta nella mia routine domenicale. Aggiungerei anche che, posso ben immaginare loro si beccheranno meno della metà di quello che prendo io a domenica. Comunque…

Passando nel sub-roma sud, sulla ridente cassia, stamattina, mi imbatto in un barakus rave party, cosa che era già successa non più di 6 mesi fa a non più di 5 km lontano da questo di oggi. Soliti berretti neri poggiati a malapena sulla testa, soliti cani possibilmente molossi e pitbull, solite felpe con cappuccio,soliti giubbotti smaniati north face e simil north face, soliti piercing, solite donzelle rasate ai lati con la coda dietro, soliti sguardi allucinati, delirio sul prato, corsia della strada otturata, sbirri ottuagenari a guardare inebetiti lo spettacolo. Uno di quei rari momenti in cui vorrei essere un Gom di ponte galeria insignito del sacro ordine del manganello imperiale supremo senza pietà. La cosa che mi ha lasciato perplesso era il numero dei camper parcheggiati fuori dalla fabbrica dismessa. Non più fiat ducato con materasso buttato dietro ( e probabilmente invischiato di liquidi corporei umani e canini non meglio identificati) ma camper. La new economy investe anche il barakus. Solo io rimango lo sfigato di sempre, chissà perché poi…

 

 

postato da Il Male De Roma 21:03 |

venerdì, ottobre 28, 2005

Feel the wrath

one time in your life...

Una bella gag stradaiola;  paesello litorale pontino-roma-argentario-vimercate-paesello litorale pontino consumata in 36 ore per un totale di 1400 e passa km mi suggerisce che non sono finito ed ho cartucce lavorative da sparare a iosa. Datemi un mezzo e dei chilometri da macinare, io sono il vostro uomo. Passino le prime 12 ore ma la altre ventiquattro sono state eroiche. Since 8 am to 10,15 pm tutto al giorno al volante salvo circa un ora e mezzo di sosta. Colazione luculliana dal mio socio eco-compatibile e tutto il resto del giorno è andato via con una bottiglia d’acqua minerale, un caffè ed una busta di tarallucci pugliesi consumata per metà. Una delle poche cose vegan degne di nota, velate da spirito working class, che gli autogrill italici offrono.

Tutto ciò per caricarmi i dischi dei Cryptic Slaughter; non è un atto d’amore hardecore questo?

Alla nona ora ho scorto Randy Roads al bordo dell’autostrada che faceva l’autostop. Dopo dieci chilometri è stata la volta di Cliff Burton, ma lui invece voleva solo accendersi la sigaretta ed io in quanto straight edge anche a 33 anni ho tirato dritto. Intorno al 1300esimo chilometro mi ha superato Senna, mi ha fatto il gesto dell’ombrello e si è eclissato. All’autogrill dei taralli invece mi è passato davanti Ian Stuart con una maglia dei Violent Storm dicendo “amo la vita on the road…”

Strana la vita…

postato da Il Male De Roma 20:42 |

URGENTE

c'è qualcuno invischiato nella Cagliari Hc-punk, Skin etc etc che può fornire un tel/email del tipo che suonava nei SS20 e Claptrap, simil-biker a metà anni 90, adesso non saprei...  ?!?  grazie

 

 

postato da Il Male De Roma 08:57 |

lunedì, ottobre 24, 2005

Scendiamo giù in piazza

picchiamo con quello,

scendiamo giù in piazza...

La domenica si è consumata nel sangue dei lavoratori come preannunciato. Vabbeh, bando alla drammaticità, diciamo nei nervi dei lavoratori. Per ovviare alla mancanza di sonno nottetempo, parto premunito di melatonina in pasticche, ne taglio mezza, ingurgito, aspetto… e non riesco a dormire. Simona Ventura è fastidiosa e non concilia il sonno. Mi alzo, computer, due cazzate, e ci riprovo. Stavolta va meglio. Pennica di un ora e mezzo ma alle 17 sono già desto. Con la melatonina che circola in corpo meglio dei globuli bianchi. Con il risultato di un intorpidimento da tossico. Ottimo. Cena e tentativo di sonno parte due. Un quarto d’ora, mezz’ora, un ora, niente. E quindi se il sonno non avanza, derby sia. Tralasciamo le questioni calcistiche e giungiamo alle ore 22. All’intorpidimento generale si risponde con caffè. Casa del suocero, che beato lui dorme alla grossa sul divano. Sveglia e partenza. Sulla strada già accuso i primi cedimenti, e non ho nemmeno la tuta bianca addosso. Giungiamo in loco con mezz’ora d’anticipo e fortunatamente saremo soli ed abbandonati. Partiamo in quarta. Verso i tre quarti di lavoro il “facciamo il minimo indispensabile” del giorno prima, proferito da Mc’Guyver, diventa tristemente un “facciamo fino a dove arriviamo… certo più facciamo più guadagniamo… guadagno!”. Sono le 3 e inizio ad accusare visioni mistico-politico.

1)      Bracardi in divisa militare che mi urla nell’orecchio “Patroclo” e poi fugge tra le file di stampatori

2)      Curcio che in tuta bianca mi si avvicina, mi da un volantino delle bierre e si dilegua con fare circospetto. Mangio il volantino e faccio finta di niente

3)      Bertinotti, mentre riempio la macchina sparaghiaccio si affaccia giacca e cravattato con il sigaro in bocca, “compagno Paolo, i lavoratori…”, gli stampo un tubo innocenti sul ginocchio e lo scaravento dentro una macchina mentre gli stampi si stanno per chiudere.

4)      Jean Maria Volontè che stava prima al mio fianco a farsi i suoi pezzi urla “Io sono una macchina, io sono una puleggia, io sono una cinghia di una trasmissione, io sono una pompa, ma adesso la pompa è rotta.” Ed io “non rompere le balle, prima finisco prima me ne vado rompicazzo, pensa a fare i film impegnati e più non dimandare.” Lui zitto… (non so perchè, ma in nero non me lo faceva vedere...)

5)      Pietrangeli con chitarra nell’orecchio sinistro  “compagni dai campi e dalle officine…” e gli Stormy Six in gruppo nell’orecchio destro “rimbomba la fabbrica di macchine e motori, più forte il silenzio di mille lavoratori”. Il primo si accorge degli altri ed iniziano ad azzuffarsi su chi avesse il diritto alla propaganda sessantottina. Pietrangeli ha avuto la peggio in quanto solo ed un po’ sovrappeso. Sentivo gli Stormy, l’Unità arrotolata nella tasca posteriore dei jeans, che gli urlavano “ma che cazzo te canti, mortacci tua, lavori pure per quella feccia in doppiopetto” mentre lo calciavano ai fianchi…

Per riprendermi, mi sono portato un pezzo di cioccolato fondente al peperoncino. L’effetto melatonina-caffè-cioccolato mi rende simile ad uno zombie di romero spastico misto al dr thomas (tristemente scomparso poco tempo fa). Alle 3 e mezzo chiudiamo la baracca. La strada del ritorno non poteva che essere avvolta nella nebbia per chiudere per bene la giornata. Alle 5 metto testa sul cuscino ed alle 9 sono già in piedi. La vita è un po’ una cacca certe volte.

Spendo una riga sull’utilità delle scarpe anti-infortuni. La punultima volta Mc, ha saggiamente lasciato la tua Nissan Patron 5 porte 2953 di cilindrata per 2365 chilogrammi di peso parcheggiata alla fabbrica con le luci accese. Tale colosso ha scaricato in appena tre ore la batteria. Nei nostri tentativi di smuoverla e farla ripartire a spinta sono riuscito a farmi passare la macchina sopra al piede destro. Già mi vedevo sulla sedia a rotelle con un piede in vetroresina per tutta la vita, con una pensione di invalidità di 345 euro. Invece le scarpe anti-infortunio Logica hanno retto all’impatto tenendomi avvinghiato nel mondo dei più su due gambe. Che gag…

 

postato da Il Male De Roma 10:57 |

domenica, ottobre 23, 2005

Le preghiere all’indice

Gli amuleti all’indice

Il comitato è in ginocchio

E invoca perdono

 

 

 

Dio seminterrato, se la scorsa settimana ero confuso ed incazzato (By All Minchia docet!), ormai non mi resta che essere solo incazzato. Già perché questa simpatica domenica di fabbrica è diventato un lunedì ore 0.00 o se volete mezzanotte. Problemi di non so cosa. Se ci vogliono mandare a casa, lo facessero per vie meno sanguinose, dico io. Ed evito anche classiche rime blasfeme, per non ricadere nel classico oi!-burp-prott-etc etc etc per cui vengo riconosciuto per strada.

In realtà ciò (l’assioma oi!-burp-prott-porcodio) mi fa pensare che essere testardi ed andare avanti a testa bassa sì, ma come un ariete, per secoli, non va sempre bene. Anni ed anni ripetendo le stesse cose non va bene. Un esempio calzante è questo blog; perseverare non è da tutti, visti i morti che mi sono lasciato alle spalle (anzi ne ho cancellati dai links diversi proprio due gg fa), ma da quando è iniziato è un miracolo che abbia imparato a colorare i titoli. Mentre gli altri ormai inseriscono i filmati della madre quando li ha partoriti, nonché la puzza di ascella del proprio ragazzo, in 3D.  

Ecco, oggi voglio fare uno forzo ed aprirmi al progresso, con questo:

 

 

 

postato da Il Male De Roma 09:48 |

venerdì, ottobre 21, 2005

...e poi ci incontreremo

come le star, a bere

del wiskie al roxy bar

Al terzo giorno di casalinghità totale, dovuta a influenza post fabbrica nella notte di lunedì, posso seraficamente asserire che dio, se esiste, ha le fattezze di un armadillo. So che per alcuni non sarà una grande novità. E dire che ci sono credo religiosi i cui adepti  anelano a reincarnarsi in forme sempre più evolute spiritualmente; quando poi arrivi al cospetto di dio e scopri che ha le fattezze di un armadillo che fai?

Va bene, scusate la divagazione a carattere meramente filosofico-religioso che non son mica sicuro che tutti voi abbiate compreso; nella sua intrinseca totalità risulta complessa, lo so…

Comunque… Al terzo giorno mi sono assuefatto ad una giornata standard di letto, computer, eventuali pacchi, pranzo, prova del cuoco, telegiornale, semi-coma post pranzo, simpsons, ari-computer, dvx del prode moscarelli, nuovamente computer, cena, televisione, varie ed eventuali.  Oggi che stavo degnamente sui miei due piedi, ho sì abbandonato il plaid tipo copertina di linus, ma mi son guardato bene dall’avventurarmi fuori dalla mia roccaforte, secondo piano. Tanto piove.

Uno dei dvx tarocchi del moscarelli (prego la pregevolissima GDF che se volesse mai arrestare il prode, trattasi di personaggio buono e caro; ma comunque fornirei diligentemente nome, cognome e peso specifico; amici amici… amici al cazzo) in questione era Paz. Io sono nemico di una certa cultura di sinistra a tutti i costi. Sono anche nemico di una certa cultura. No, sono PROPRIO nemico della cultura, diciamo, per fare le cose stringate e concise. E Pazienza m’è sempre stato qua (mi sto toccando le balle). Il film, che peraltro non era manco male, mi ha ricordato in qualche meandro del gulliver un evento fanciullesco di qualche 5 lustri e qualcosa fa; una visita ad una galleria d’arte in una via che tange il Panteon (che non è quella di Monteforti, il gelataro bbono). Ricordo anche il nome della galleria ma non la scriverò, non sia mai che qualche maledetto cultore della cultura di sinistra si ritrovi qui sopra. Ad ogni modo, c’era sto racconto di Pazienza in cui Zanardi e soci impalavano un gatto. Non che mi ricordassi la trama ma il disegno del gatto impalato lo avevo limpido nella memoria da sempre, mai sopito proprio perché una di quelle mostre che mio padre mi portava a vedere era su Pazienza, presumibilmente ancora vivo all’epoca. E ieri me lo sono ritrovato nel film. Casualmente, una delle altre mostre ospitate dalla galleria d’arte era su Folon, che sempre casualmente è crepato ieri. Se adesso fossi Ugo Nespolo e stessi leggendo sto blog e ricordassi dove avevo esposto una venticinquina di anni fa, probabilmente mi gratterei le palle.

Questo è il risultato di essere stati tirati su con la cultura di sinistra il fine settimana; mi ripeterò ma “a papà, che fijo stronzo che hai fatto…” tze tzè…

postato da Il Male De Roma 19:04 |

mercoledì, ottobre 19, 2005

Come Mr. DJ song pon de replay
Come Mr. DJ won't you turn the music up
All the gyal pon the dancefloor wantin some more what
Come Mr. DJ won't you turn the music up

Alla fine, dopo le nostre rispettive giornate lavorative ufficiali (la mia non pesante, ma in piedi dalle 6.00, quella di Mc idem ma a differenza di me, suda e fatica sicuramente di più…), ingurgitato un panino alla bel e meglio, siamo alle ore 20.00 di fronte alla premiata ditta del frusinate. Partiti però un ora e mezzo prima. Un qualche capetto più giovane di me, giacca e cravattato spinge per fare prove nuove di pulizia stampi. Da questa simpatica vicenda mi convinco sempre più che le nostre scarpe sono state praticamente fatte. Il giacca e cravattato nonché masticante gomma a mascella aperta a 75°,  stride nell’ambiente come un metallaro degli anni 80’ ad un concerto di musica sinfonica. Persa un ora dietro questa cazzata immane, ci si spinge tra le fila degli stampi ed, orrore, le macchine sono a pieno regime, il che equivale a dire, attendere un tot che ogni macchina finisca il proprio ciclo, bloccare immancabilmente gli altri cicli delle macchine aprendo i cancelletti di sicurezza alla ricerca di prese di corrente e bocchettoni d’aria compressa, scontrarsi con tutti gli altri lavoratori a cui già rode il culo che hanno il turno di notte, sono precari, guadagnano poco, sono giovani e l’ambiente non è proprio il circo Medrano; vai a farglielo capire che io sarei stato bene a casa, pantofola-munito insieme a Chi L’ha Visto. L’ambiente non idilliaco annichilisce completamente la cortesia. Il mutuo soccorso è una cosa praticamente inesistente qua dentro; e quelle volte che mi prodigavo all’aiuto verso il mio prossimo, venivo guardato come un alieno e,

superato un certo stupore iniziale,  ricoperto di grazie fino allo sfinimento. L’esempio più lampante è uno dei capetti che ormai avrà superato i 55, ed essendo capetto è comunque dispensato dai lavori di fatica dei ventitreenni no future con contratti “oggi ci sono, domani chi sa…”; il simpatico energumeno in questione (non ho ancora deciso se mi è simpatico o meno) si esprime ponendo sonore e variopinte bestemmie a mo’ di virgole in ogni sua sentenza dal carattere vagamente negativo (e la sua presenza è sempre negativa perché un capetto non compare mai se tutto fila liscio, ovviamente…). I più rilassati sono i meccanici, la cui competenza in loco, probabilmente, li gratifica quel poco di più rispetto agli sfigati “no future” porta-copertoni. Ad ogni modo, in questo stato di chaos primordiale (se la fabbrica fosse fatta ad imbuto rovesciato, potrei sottoscrivere che si tratta de L’Inferno di Dante…) la nostra produzione viene frustrata non poco, se non dimezzata, fiaccata di un buon terzo; alla quinta ora e mezzo di lavoro gli stampi puliti sono 19. In una domenica canonica, sarebbero stati almeno 30. Continuo a chiedermi perché posti così esistono ma non trovo risposte. La mia formazione punk-borghese di sinistra mi suggerisce che questo posto fa schifo al cazzo. E badate bene che non state leggendo i racconti del Baron Kobram, ma di uno che campa comunque di 3-400 euri al mese. Mondo infame. La strada del  ritorno è particolarmente sgombra; più sgombra a quest’ora in mezzo alla settimana che alla domenica mattina alle 5. Strano. La guida di Mc, appare un po’ insicura certe volte, ma alla fine siamo a casa. Sono sempre più convinto che personaggi, lavorativamente parlando, così non se ne fanno più. Alle due e mezza siamo a casa. Lui si deve svegliare alle 6, io non ho fretta ma comunque alle 8 sarò in piedi. L’unica cosa positiva è che , da indagini doxa sull’universo della telefonia erotica nottetempo, sui canali ultraprivati locali, hanno smantellato le immagini del 1993 che fino a pochi mesi fa ancora giravano, sostituendole con altre vagamente più inedite…

postato da Il Male De Roma 12:04 |

lunedì, ottobre 17, 2005

Don't cha wish your girlfriend was hot like me?
Don't cha wish your girlfriend was a freak like me?
Don't cha

Da un  giorno all’altro  mi hanno spostato la fabbrica domenicale mattutina in fabbrica domenicale serale. Poco male se non che per una volta l’anno avevo qualche cosa da fare la domenica sera. Impegni saltati. Come se non bastasse il danno, c’è anche la beffa; arriviamo ed i deficienti locals della fabbrica hanno avuto la brillante idea di pulirsi da soli 4 stampatori con il ghiaccio che io e Mc. usiamo in completo sincrono - macchina da guerra style - per pulirne dodici. Non ci sarebbero problemi se non che alla terza ora il ghiaccio era finito, gli stampi puliti tredici e mezzo, quelli ancora da pulire altrettanti e quindi siamo stati precettati oggi, lunedì, dalle 20.00 in poi quando la fabbrica è sguarnita per andare a pulire il resto. Va bene, sono soldi in più, ma io già stento a farmi passare la domenica, mannaggia ai valdesi, figuriamoci passare la serata di lunedì in quell’ambiente inumano e bestiale. Soprattutto rinunciando a Chi L’ha Visto ed ai suoi preziosi suggerimenti per darsi alla macchia (anche se nell’anno 2005 l’unica cosa da farsi per darsi alla macchia è farsi aiutare da qualcuno, sparati, e seppelliti in Aspromonte). Sono incazzato, confuso ed odio il mondo sufficientemente per chiudere qua.

postato da Il Male De Roma 17:34 |

venerdì, ottobre 14, 2005

United Forces: bollettone punk-hc aggratis formato tovaglia numero 1 uscito adesso!

contiene interviste a:

Carlo Cannella (stige, affluente etc), Dirty Action (punk ita fine anni '70), Bri dei Doom/Sore Throat etc etc, See You In Hell (cz hardcore), articoli, recensioni, umorismo, gags, flyers etc etc

lo troverete in breve presso: Hellnation, Agipunk/Tetanus distro, Green Records, Choices of Your Own, SOA, Zas!, Dada Dischi, Memento Mori, Le Tormenta/Equal Rights Forlì-Confino etc, Accidia distro, Anfibio Records, Hangover Records, Dysmorfic, Rocking Bones, Escape From Today, Produzioni Sante ed altri baldi giovini del circuito hc-punk volemose bene.

1000 copie in giro, passatevele come il segno di pace la domenica a messa!

oi!

 

 

 

 

 

postato da Il Male De Roma 09:00 |

sabato, ottobre 08, 2005

Guardate com'eri! Guardate come sei, me pari tu' zzio... punk.

http://www.repubblica.it/2005/j/sezioni/spettacoli_e_cultura/boygeorge/boygeorge/boygeorge.html

 

postato da Il Male De Roma 16:13 |

nota di servizio

causa black out di un nanosecondo il computer s'è giocato 3 giorni di posta arretrata. se non avete risposta a qualche cosa riscrivete!

 

 

postato da Il Male De Roma 15:59 |

giovedì, ottobre 06, 2005

Made their threats ruin your name
thought I was broken but the spirit remains
and this flame will keep on burning strong

C’è aria triste in zona. Lo si avverte sistematicamente ogni giorno che qualche cosa non va. L’aria è nefasta. Si, da qualche tempo c’ho sto senso di baratro che incombe under the chiappe che non è che me la fa passare bene. Manco un po’. Perché comunque la serenità non è che risiede in un sola unità; l’unità, sebbene propensa alla serenità, non sarà mai tale se è collocata in un circe pit di un concerto dei merauder anno 1993, in cui i partecipanti stringono coltelli ed alabarde spaziali nei pugni. È matematico. Puoi essere sereno quanto ti pare ma se ti fai una passeggiata sulla spiaggia dello sbarco dopo che è passato il soldato ryan ed ha fatto fuggire il colonnello wilelm klink, hai poco da essere sereno, a meno tu non sia un appassionato di parti anatomiche umane sparse alla rinfusa. Tutto fila. Vorrei interrompere questa filosofia dozzinale con una qualche sonora bestemmia, tanto per riappropriarmi dei miei panni e fare la solita figura cafona, ma in realtà sono carente anche in variopinte blasfemie. Però ci tengo a dire che sono flatulento quanto uno squadrone di puzzole causa cena in doppia coppia consumata ieri sera e mal digerita. Cafoni si nasce.

Ad abbattersi come un macigno nefasto sul mio equilibrio salutistico c’è anche sto poco simpatico fatto che mi sveglio per metà settimana, dal lunedì del dopo fabbrica, sistematicamente alle 5.30 del mattino. Toccherebbe far presente al mio orologio biologico che in realtà basterebbe solo la domenica, ma è cafone anche l’orologio, indi poscia… alza la gamba e fai la piscia (gag di mio nonno, fu classe 1902 quindi scuserete il vintagismo italiano ante-guerra…).

Per oggi questo è, domani chissà. Franco Scoglio Powerviolence!

postato da Il Male De Roma 11:35 |

domenica, ottobre 02, 2005

i veri djs han capito la mossa: è grossa!
gli altri sound si scavan la fossa: è grossa!
a sto giro e... è grossa!

Sono sconcertato per quanto vadano veloci le settimane. Il mio tempo viene scandito dalla fabbrica domenicale. Appena esco tiro il fiato “e pure sta domenica se la semo levata dalle balle”. Ma la domenica successiva arriva prima del secondo fiato. Incredibile. Non so se questo è indice dell’odio per questo posto sì tanto abbietto, anche se ho imparato a starci e farmela passare più o meno bene, oppure del fatto che mi annoio. Forse un po’ tutte e due le cose.

Comunque come detto un po’ di post qua sotto, c’è allarme; voci incontrollate dicono che ci fanno fuori; voci incontrollate dicono che fanno fuori tutti e trasferiscono tutto in bulgaria (tutto, a parte la manodopera, ovviamente);voci incontrollate dicono “ma chi ve l’ha detto che vi fanno fuori ? ma te ci credi ? secondo me fanno du’ vorte da soli, non ce capiscono n’cazzo e poi ve richiamano” (tutto ciò con inflessione frusinate). Insomma voci incontrollate. Tempi magri comunque. Tempi magri e meno dischi. Ma sono pronto anche a campare di rape.

Con Mc.suocero Guyver siamo diventati una degna squadra, una macchina da guerra direbbe richard benson. Ognuno sa che fare dove mettere le mani, razionalizzare il tempo al fine di fare tutto e levare le chiappe il prima possibile al fine di tornare a casa in orario decente e ingozzarsi come capponi. I tempi cronometrati parlano chiaro. Abbiamo diminuito di anche mezz’ora da quando abbiamo cominciato, l’ora d’inizio dei primi spari. Un po’ mi dispiacerebbe, soldi a parte.

 

 

 

Il cd degli I Refuse It regna sovrano nello stereo da un paio di settimane. E’ tanto bello, quanto incollato al lettore. La classe non è acqua. Granducato Hardcore, mica finti nobili del cazzo…

postato da Il Male De Roma 19:27 |