martedì, gennaio 27, 2004
ultime dal fronte...
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16 |
zoloft smile |
lp/cd |
cool sludge strance core, kyuss/helmet stuff, usa |
6.20/ 8.30 | |
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Brainoil |
s/t |
lp |
ex destroy doing sludgemetal infeno like grief/cavity |
6.20 | |
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Converge / Hellchild |
split |
lp |
usa trendy core vs japan metallic crazy core |
6.20 | |
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Die! |
I hope you die! |
mcd |
hard core to the bone sounds like oxnard’82, rome |
6.20 | |
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Disarm |
sofrer atè quando? |
cd |
26 songs discography, brasil crust core dis-attack |
8.30 | |
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Disclose |
the sound of disaster |
7" |
japan premier dis-beat lover |
2.60 | |
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E150 / Zanussi |
split |
7" |
fast as hell hc and bit political, spa |
2.60 | |
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Fall Out |
americananti |
cd |
la spezia old punx back on the map |
6.20 | |
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Genocide SS |
iron cross |
7" |
scandicore heroes back on vinyl! |
2.60 | |
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Japanische Kampfhoerspiele |
fertigmensch |
mcd |
brutalo technic grindcore from deutchland |
6.20 | |
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Negazione |
little dreamer |
cd |
second full lenght, still hc and good |
8.30 | |
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Not Moving |
land of nothing |
lp |
post CCm, killed by death italo wave/punk |
6.20 | |
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Overnoise |
lethal ways to hell’s… |
cd |
blasting spanish grindcore in the vein of nasum… |
8.30 | |
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Patareni |
never healed |
cd |
featuring giulio t.b too, what a scoop. cool ! |
8.30 | |
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Patareni |
tko ne pamti… |
cd |
jugoslavia hc-gruff grind of late 80’s, cult |
8.30 | |
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Patareni |
nezadovoljstvo… |
cd |
more 1000’s tracks, jugo gruff-core, more cult ! |
8.30 | |
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Raw Power |
20 yeast and still… |
cd |
back from the grave in your face italo hc legends |
8.30 | |
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Raw Power |
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reptile house |
cd |
a good records of solid hc, late 90’s, ita core cult |
8.30 |
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Securitate |
estado decadente |
cd |
brasil crust-core assault |
8.30 | |
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Summer League |
supposed to trail |
cd |
new records, positive hc no more kids from bologna |
6.20 | |
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Suppression |
9296 |
cd |
discography of this cult raging hc-grind usa combo |
8.30 | |
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Testors |
new york city… |
cd |
killed by death 77-79 ny sleazy punk Incognito rec |
8.30 | |
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Unsane Crisis / Hashassin |
split |
cd |
crankind brutalo modern grindcore , from espana |
8.30 | |
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V/A |
Urla dal Granducato |
lp |
wardogs,holocaust,aufshlag & senza sterzo, ita 80’ |
6.20 |
giovedì, gennaio 22, 2004
Declino
come specchio di
questa società
perchè tutto ciò
che ci circonda
è piatto, premeditato
e senza senso...
Ok, ho scambiato un qualche botta e risposta con Mungo, mio contatto primario nei Declino per quanto è stata la loro discografia su S.O.A. di recente uscita. Non è la classica intervista da "biografia della band/progetti per il futuro sia perchè nel primo caso vi dovreste comunque comprare il libro del Bernelli e nel secondo, beh parliamo di roba di 20 anni fa... Alle domande risponde il solo Mungo, pertanto sono solo le sue opinioni e non del resto di una band di quasi venti anni fa...
1) perché tanto tempo per riuscire a mettere insieme una discografia declino ???? non penso sia solo una questione monetaria, dato che abbiamo stabilito che con i soldi che ho elargito , a malapena esce una abbuffata collettiva per tutta la formazione estesa...panchina lunga
I motivi (seri) sono solo due ed entrambi di ordine "tecnico". Il primo è stato che volevamo mettere dentro la compilation degli inediti e sapevamo di avere tre pezzi registrati nel 1984 per un’etichetta svedese mai usciti. Il problema però è stato che nessuno sapeva dove fossero finiti. Abbiamo perso un sacco di tempo a cercarli poi Tax ha scoperto di avere la bobina in cantina...Il secondo motivo è stato avere la disponibilità della sala per la masterizzazione ad un prezzo scontatissimo. All’inizio doveva fare tutto il Laido a casa sua sul suo computer, ma poi abbiamo preferito andare in un vero studio, così abbiamo dovuto aspettare i loro tempi di prenotazione (per avere anche il miglior prezzo visto che la SOA ci aveva elargito quello che poteva...)
2) che storie ci sono dietro il cd "furious years of italian hc" ??? se ne sono dette parecchie dietro, adesso hai la possibilità di dar voce alla tua campana...
3) quale ricordo migliore ti viene in mente se ripensi alla carriera dei declino ???
Il fatto che per la prima volta avevamo (oggi, forse, diremmo "ci sembrava di avere" ma, allora, lo vivevamo proprio così!)il controllo di noi stessi. Come gruppo, come individui e come cose che si stavano facendo. Ce ne fottevamo delle difficoltà e delle consuetudini. Non so se questo sentire faccia parte dell’essere "giovani" ma, cazzo, era una sensazione molto fisica. All’epoca non c’erano nè centri Sociali (a parte pochi e lontano) né altri punti di aggregazione che non fossero i soliti bar o panchine nei parchi. Sentire che una volta tanto non si stava a far un cazzo autocommiserandoci al bar in giornate vuote senza senso, dava un grande fiducia. Anche forza. Sentire che altra gente come te, ti sosteneva, ma poi ci si sosteneva a vicenda perché si faceva le stesse cose (parlo del suonare ma anche, in fondo, del divertirsi, del fare casino, anche sbattersi per i concerti e le autoproduzioni) era veramente esaltante. Il Declino come tanti altri gruppi e individui è stato dentro quella spinta al cambiamento. Spinta che avveniva, forse per la prima volta, in tutto il mondo, orizzontalmente e non per via gerarchica da un pulpito lontano e inaccessibile. Questo è il "raccolto" migliore che mi porto dentro per aver partecipato al Declino e alla scena punk e antagonista di allora.
4) ti sembra strano che ci sia interesse dietro roba vecchia di 20 anni ??? secondo una mia statistica chi lo trova strano ha comunque un po' voltato pagina e non segue troppo quello che è successo dopo nel giro musicale
Non penso sia strano. Diciamo che mi sento diviso tra due risposte possibili. La prima, quella cattiva (ma in fondo anche la più verosimile) è che come ogni altra "merce", anche i prodotti culturali (mamma mia!) seguono i corsi e i ricorsi della legge del mercato. Non è un caso che periodicamente saltino fuori in ogni campo del costume, della moda, della musica eccetera, revival anni ’50, anni ’60, anni’70... Oggi sono tornati di moda gli anni’70 con i fricchettoni, le zeppe, i capelli afro e tutta quella roba lì. Anche nel nostro piccolo mondo Punk-HC ritroviamo lo stesso assunto per cui, di quando in quando, ecco nuovi gruppi che si rifanno ‘chesso? al punk ’77, al primo HC (1981-82) ai "primi Black Flag" o ai "primi Suicidal" e così via. E’ ovvio che questo "trend" riporti alla luce anche produzioni originali dell’epoca riportando sotto i riflettori bands e artisti altrimenti deceduti (a volte nel vero senso della parola). E’ stato così per Barry White... è così anche per i Declino. L’altra risposta, che poi è anche il sentimento a cui mi sento più legato, è invece agli antipodi dall’esempio appena riportato. Partendo dalla constatazione che l’80 % della musica che ascolto ha almeno 30/40 anni (ma molto sovente risale a 60/70 anni fa) e che l’età anagrafica degli artisti che ascolto (quelli vivi!) si aggira sui 70/80 anni, è evidente che la prospettiva di un disco uscito 20 anni fa non produce alcuna vibra particolare se non la soddisfazione di riascoltare gruppi e suoni che considero "recenti", magari migliorati grazie alle tecnologie di oggi.
5) tra un bel mucchio di gente che ha tagliato i ponti con i soci dell'epoca, sembra che gli ardimentosi del mucchio selvaggio siano rimasti in contatto tra loro ... allora viene da pensare che c'era altro la musica...
Una bella e profonda amicizia. Anche travagliata, però, con alti e bassi. Considera che sono passati vent’anni. Non sempre si è stati così vicini l’un l’altro. Io, ad esempio, per diversi anni non ho visto né frequentato nessuno perché mi sentivo offeso da alcuni fatti che oggi leggo come il logoramento della troppa passione ma che, allora, interpretavo come veri e propri tradimenti. Sono passati tanti anni, dicevo. Per un pò ci si è visti solo ai compleanni e cene mondane, poi non ci si è visti più per un pò. Adesso ci si vede di nuovo e anche abbastanza frequentemente. Cosa vuol dire? Che siamo amici penso. In più considera che Torino pur essendo una grande città alla fine ci si conosce tutti e i posti dove si va sono sempre abbastanza gli stessi...
6) cosa fanno adesso i declino (nella vita) e, hanno ancora a che fare con la musica ???
L’unico che continua ad avere a che fare con la musica (suonata intendo) è Tax. Infatti vive facendo le colonne sonore di film, pubblicità (magari te le sei pure ascoltate in TV senza saperlo) e avvenimenti culturali cittadini. Sandro fa l’allenatore di calcio (Speranze del Milan credo...). Silvio com’è noto scrive libri e fa il Copyrighter (che vorrà dire poi?). Io faccio l’impiegato per conto di un’agenzia internazionale che si occupa di cooperazione con i paesi in via di sviluppo. Per un po’ ho anche fatto, parallelamente, l’istruttore di Kung Fu e, come Silvio, mi cimento a scrivere racconti e romanzi. Max fa il dirigente d’azienda (della sua ditta) e Orlando credo continui a fare l’assistente sociale ma non sono troppo sicuro.
7) nei ruggenti anni dell'hc italiano, fare tour fuori degli itali confini non era cosa da poco, non tutti riuscivano nell'impresa. qualche aneddoto fuori-libro che è degno di essere rivelato ???
8) la presenza di mungo ritorna in acredine e rinnovati indigesti... il cordone ombelicale dell'hc non si riesce a tagliare ... perchè non avete mai voluto cimentarvi in un live ??? so di gente che ve lo chiesto in ginocchio...
Abbiamo qualche registrazione di concerti quà e là ... ma fanno veramente schifo. Non si capisce un cazzo e poi secondo me la botta del concerto non è mai possibile ricrearla nemmeno con la registrazione dello stesso. (forse solo in video ci si avvicina un pò all’originale... ma il caldo, il fumo, la puzza, il sudore, la pressione della gente, il furore che ti sale ... come si fà a ricrearla?)
9) nelle svendite generali ebay, il declino va ad una media di 50 euri a disco... che effetto fa ??? è giusto che sia così o ti fa rodere ...
Più che rodere mi fa ridere... Siamo sempre stati contrari alla mentalità collezionistica, soprattutto quella degli speculatori che poi non ascoltano nemmeno ciò che acquistano ma fanno alzare il prezzo. Mi spiace per il ragazzo che magari vorrebbe ascoltare i nostri pezzi e non può pagare quelle cifre (non è un caso allora che abbiamo deciso di collaborare con SOA, no?) ma se qualcuno gli va di spendere 50 euri per una cassetta che costava 2500 lire... Ben gli stà, Cazzi suoi!
10) che gruppo della belle epoque pensi non abbia avuto il giusto riconoscimento e quale sia stato eccessivamente sopravvalutato ???
Assolutamente i CCM. Sono stati i primi in Italia ad incidere un 45, hanno fatto degli ottimi lavori (penso soprattutto alla cassetta "Permanent Scar" con gli I Refuse it ma anche a "Furious Party" per giungere fino a "Into the Void"). Non parliamo poi di loro dal vivo! Chi ha avuto l’occasione di vederli sa di cosa parlo... purtroppo però non hanno mai avuto il giusto riconoscimento e mi dispiace moltissimo. La discografia anche da un punto di vista "tecnico" (a parte "Into the Void") risente troppo della carenza dei mezzi dell’epoca e non sempre le registrazioni fanno onore alla grandezza e superba qualità del gruppo. Anche dal punto di vista di "P.R.", sia la stampa (va bè quelli sono quelli che sono...) ma purtroppo anche il Tam Tam degli amanti del genere HC non hanno sostenuto sufficientemente i CCM. Peccato... insieme a loro e a tanti altri (cito a braccio a mò di lista dei Caduti del Milite Ignoto...) ci stanno pure i War Dogs di Lucca, i Bellial di Torino, gli Upset Noise di Trieste e i Crash Box di Milano. Eccessivamente sopravalutato? Preferisco non rispondere anche perchè la domanda è "viziata" troppo dalla mentalità competitiva di oggi. All’epoca potevi fare schifo oppure no, potevi essere bravo o "famoso" oppure facevi cagare, ma nessuno veramente proprio nessuno si sentiva, o veniva, in qualche modo giudicato "eccessivamente sopravalutato".
11) dal libro del bernelli secondo me si vede il tutto in chiave esclusivamente musicale-artistica. ti sei rivisto il quel quadro oppure tu avresti fotografato l'epoca diversamente ???
Il libro del Bernelli è la cronaca romanzata di un percorso artistico e personale che rispecchia esclusivamente la sua visione e opinione dei fatti. Credo che i momenti migliori del libro siano i primi capitoli dove parla dell’ambiente di Torino dei primi anni ’80. Assolutamente azzeccati. Era proprio così. Dopo... certo mi ha fatto piacere rivivere le avventure del Mucchio nelle sue pagine perché anch’io mi ricordavo le cose narrate ed è stato pure simpatico "rivedersi" come un protagonista delle cazzate raccontate. Purtroppo però, il suo limite, di Silvio, è stato proprio quello di limitarsi a raccontare le cronache di un gruppo di ragazzotti alle prese con la musica, i primi traumi della vita e una serie fortunata di coincidenze che li hanno portati a vivere esperienze interessanti un po’ in tutto il mondo. Ma è stato solo quello? Siamo veramente paragonabili che ssò’ ai Luna Pop (come gli è stato contestato da qualcuno) che se ne vanno in tour? E’ il solito percorso simil americano del "gruppo di amici adolescenti che crescono e diventano uomini"? Ne abbiamo parlato molto tra noi del vecchio Mucchio e lui. Le posizioni sono discordi e anche critiche. Ad esempio, nel libro non si parla mai del lato brutto di quegli anni, della violenza, della droga, della merda che trovavi anche nella scena. Non si parla quasi mai della scena, dei posti occupati, delle prime esperienze di autoproduzione. Non si parla nemmeno dell’amicizia divisa con tantissima altra gente mai menzionata. Sembra quasi un gruppo di persone monolitico e impermeabile agli altri, una cellula blindata di fanatici. Dove sono tutti gli altri? C’è stata una scena internazionale fatta di migliaia di persone. Ci si spostava di città in città per seguire i gruppi che suonavano. Si dormiva alla cazzo così come capitava. Da altri come noi, che poi venivano ai concerti e anche in tour. Si rubava per mangiare e altre amenità illegali che non riporto perché è meglio così. C’era disperazione. Non è vero che eravamo felici. Cioè... eravamo felici della nostra musica, dei concerti, dell’andare a suonare in giro, dei posti che vedevamo, della gente che incontravamo... ma questo non avveniva 24 ore al giorno 365 giorni l’anno. E gli altri giorni? Possibile che non si sia mai stati tristi? Mai stati incazzati? Mai stati offesi oppure merdosi? Siamo condannati ad essere dipinti come degli "eroi"? A me sembra che queste cose siano state tenute fuori. Lui dice che non ha voluto scrivere la storia di quegli anni né la storia della scena punk dell’epoca, ma solo la storia dell’amicizia di un gruppo di persone. Va bene, ma questi non si muovono su un palcoscenico vuoto... qui si riportano nomi e cognomi di persone, posti, fatti... Non siamo rimasti molto contenti del suo libro. Devo però dire a suo favore che è scritto molto bene e che in fondo è stato bravo a trattare di quei fatti senza essere pedante.
12) c'è come un alone di decadenza/tristezza a parlare di quel periodo con chi ne faceva parte... chi non ne vuol parlare, chi ne parla come se fosse stato prigioniero di qualche mostro... perchè questa difficoltà ???
Mi rendo conto che a tanti oggi quel periodo possa apparire come un qualcosa di "eroico" o, come dici te, una "bella Epoque" da idealizzare in qualche modo. Un po’ come quelli che parlano dei ghetti di Kingston o di Brixton, come dei posti fighissimi mentre invece sono e sono sempre stati solo dei posti di merda pieni di gente che sta male. Purtroppo nessuno è esente da questo modo di auto-relazionarsi e auto-rappresentarsi visto che magari gli piace la musica che da quei posti è uscita ed esce (quella sì che è fighissima!). A loro direi che 20 anni fa noi ci si incazzava di brutto dei cosiddetti "veterani" (veri o presunti che fossero) perché allora avevamo a che fare con i frikkettoni che ce la menavano di quanto erano belli i loro tempi. Mi piacerebbe che oggi chi ha 15, 16, 17 potesse rompere quella logica lì dei "super eroi- supergruppi" e credere nelle cose nuove che fa con forza e passione come facevamo noi. Ma mica per la grana... eh no belli! Inviterei, invece, coloro che 20 anni fa, o giù di lì, c’erano e si sono sbattuti per cercare una vita diversa, uno spazio da autogestire, un percorso "di liberazione", a non mitizzare troppo quel periodo perchè, se sono onesti e si ricordano bene, faceva veramente schifo. Il fatto che ci si sia sbattuti con passione, coraggio e onestà, talvolta con incoscienza, ci rende sicuramente migliori di quanti all’epoca accettavano supinamente tutta la merda che veniva distribuita e di cui, magari, ne erano addirittura complici e artefici. Ma questo non basta per rimanere lì piangere il presente e sognare il passato in termini assolutamente non veritieri. Mi sembra che molti ne parlino in toni troppo "reducistici" tipo quelli che mitizzano di quando andavano al liceo o di quando hanno fatto l’anno di naja, quasi che fossero stati gli unici momenti "belli e importanti" della loro vita. Orfani e prigionieri di un qualcosa che è rimasto lì come una fotografia. Chiunque ha avuto a che fare all’epoca con la scena, se ha consapevolmente fatto propri e perseguito i "valori" della sua/nostra storia comune, dovrebbe riconoscere che, oggi, è definitivamente, se non finita, almeno cambiata. Il fatto, poi, che il nostro trascorso abbia significato molto in termini di coinvolgimento viscerale e amore ci fa onore e ci dà una bella serie di ricordi, ma non può e non dovrebbe farci monopolizzare e/o negare le storie di chi è venuto dopo. Altrimenti, ancora una volta, si troverebbe a riprodurre quegli odiosi vincoli "morali" e politici che aveva dovuto subire a suo tempo. Vanno bene i ricordi ma attenzione a non imprigionarsi in piccoli giardini mentali (ricordate "Ill in the head" dei Dead Kennedys?) Quello che vogliamo dire, insomma, è che, in fondo, non ci sono né "leggende viventi" e "mostri sacri", né "vecchi eroi" e "giovani matricole". Queste modo di vedere le cose non ci piaceva già 20 anni fa e, tanto meno, mi piace oggi. Una delle lezioni più belle del punk è stato proprio l’abbattimento delle barriere tra chi suona e chi ascolta. Nessun palco, nessun pubblico, né culti della personalità né reducismo del cazzo. Ci mancherebbe altro! Certo non per tutti è finita bene. Molti si sono rotti le ossa (e non parlo dei concerti), alcuni ci hanno lasciato perfino la pelle. Quanti si sono fatti la galera, anni di tossicodipendenza o alcolismo e compagnia bella? Io da parte mia non ho difficoltà a trattare dell’argomento. Dopo quegli anni ho continuato abbastanza (beh mica sempre!) a fare cose che mi piacevano e, in fondo, mi considero parzialmente fortunato in questo senso. Qualche volta, ovviamente, è bello trovarsi con i vecchi amici e scambiare quattro chiacchiere ma alla fine, non credo di aver idealizzato quel periodo. Che dire ancora... mi dispiace aver perso di vista tanta gente, amici a cui mi sento ancora legato. Forse quella scena non poteva diventare nulla di più di quello che era senza cambiare drasticamente. Come era giusto che accadesse, dopotutto. Perché rimpianti allora o, peggio ancora, recriminazioni? Per gli inguaribili nostalgici, andate ad ascoltarvi "Whipping a dead horse" di Sid Vicious... per tutti gli altri: "Il fine e i mezzi sono nulla, il movimento è tutto!"
mercoledì, gennaio 21, 2004
We've got the power! RED ALERT – the story so far (Street Music Publishing) Mi sono imbattuto di recente nel libro "Red Alert", scritto dal chitarrista dei Red London nonché roadie degli stessi Red Alert in occasione del tour del 97 in Europa. Il libro è diviso in due parti; la prima è il tour report vero e proprio, mentre la seconda è un’intervista lunga ai due fondatori e ancora superstiti dei Red Alert, dagli albori ai quasi nostri giorni. Entrambi le parti sono a dir poco esilaranti. Nella prima verrà da chiedersi come si fa a 40 anni a passare in questo stato tutti i giorni ed arrivare a pisciare addosso ai vostri amici tanto per ridere… Nella seconda verrà da chiedersi come facciano a ricordare dei particolari talmente infimi nella carriera della band, sebbene abbiano passato a quel modo di cui sopra tutte le loro sere… In entrambi le parti il libro strappa risate sia ai fan sia a chi non sa che questa è stata una delle maggiori oi!-punk band dell’ epoca d’oro. Interessante, nell’intervista, la narrazione dei vari singoli, uscite programmate e contratti datati all’epoca in cui punk in Inghilterra significava far girare dei soldi… Una lettura davvero grande, che non impegna e che fa fare bella figura posizionata sopra al camino. (…lo trovate da Hellnation Record Store)
martedì, gennaio 20, 2004
...per te
non c'è
più
risorsa...
ultimi arrivi in casa S.O.A. :
|
Agoraphobic Nosebleed / Gob |
a |
split |
7" |
kinky grind turbocore and more punk both usa |
2.60 |
|
Antisect |
d |
out of the void |
mcd |
‘85 recordings,premier @punk uk, crust pioners |
6.20 |
|
Brigada Flores Magon |
b |
anges gardiens |
10" |
paris skins n’punx into powerful melodic oi!-punk |
6.20 |
|
Capite Damnare |
d |
s/t |
cd |
late 80 ita@ punk-crust prime movers,demo reissue |
8.30 |
|
Container Crusties From Hell |
d |
benefit for FnB… |
lp |
political grindy hc/punk,french, pro Food not Bombs |
6.20 |
|
Cripple Bastards |
b |
almost human |
cd |
the classic blowjob of grind-hc-fierce core, ita |
8.30 |
|
Demisor / Arseripper |
a |
split |
7" |
australian and singapore grind crust fuckers |
2.60 |
|
Dregs Of Humanity / Nihilust |
e |
split |
lp |
aussie crust core f/m vox & blazing hc thrash |
6.20 |
|
Execradores/ 20 Minutes de Chiasse |
d |
split |
7" |
violent brasil @punk-hc/french metallic crust punk |
6.20 |
|
Fine Before You Came |
c |
cultivation of… |
cd |
good mix of emo & driving punk-rawk,ita green rec |
8.30 |
|
Fine Before You Came |
c |
it all started in malibu |
lp |
the vinyl version, emo rocking band on green rec |
6.20 |
|
From Ashes Rise |
d |
s/t |
cd |
usa 32tx of anger fueled hc-punk with sweden eye |
8.30 |
|
Gride |
e |
tanec blaznu |
lp |
premier czech fast hc torment |
6.20 |
|
Grimness / Viscera |
a |
split |
7" |
italian fierce grind vs splatter australia nihilist grind |
2.60 |
|
His Hero Is Gone |
d |
the plot sickens |
cd |
33 songs of frenzy hc/punk hysterism , usa |
8.30 |
|
Inepsy |
d |
r’n’r babylon |
cd |
canada mix motorhead & anticimex, leather+studs |
8.30 |
|
Limpwrist |
c |
s/t |
lp |
ex crudos, raging fast 82’ queer-hardcore, usa |
6.20 |
|
Malignant Tumor |
b |
dawn of a new age |
cd |
26 tracks of armageddon grindcore czech/holl |
8.30 |
|
Malkavian |
a |
whatever doesn’t kill… |
cd |
16 tracks of modern grindcore from rome |
6.20 |
|
Mata Ratos / Urban Crew |
b |
split |
cd |
lisbone/paris oi! connection, hard as nails |
8.30 |
|
Meanwhile |
d |
the show must go on |
7" |
massive swedencore heart attack |
2.60 |
|
Mind |
e |
new home for the… |
5" |
german fast violent hc attack duo |
2.60 |
|
Mutiny |
c |
s/t |
7" |
early 80’s style hc Neg Appr./Unit Pride, usa |
2.60 |
|
Nailbiter / Destruccion |
d |
split |
lp |
uk crustcore swe/jap style/ bra discharge worship |
6.20 |
|
Product |
c |
not an answer |
7" |
the epitaph of this posicore youth crew sXe band,ita |
2.60 |
|
Rat Piss |
c |
s/t |
7" |
old style US hc-thrash, fast and punk |
2.60 |
|
Stand Against / Execreted Alive |
a |
split |
7" |
aussie grinecrust and spanish ultragrind |
2.60 |
|
Stomper 98 / Haircut |
b |
split |
mcd |
germany vs france skinhead ahoy! |
6.20 |
|
The Dead Scenestars |
c |
absolute horror |
7" |
early 80’s boston style meets cleveland hc, holl |
2.60 |
|
The Deal / No Turning Back |
c |
split |
7" |
holl sXe A.Nightmare/ nyhc a la breakdon/madball |
2.60 |
|
The Miles Apart |
c |
days are talking of us |
cd |
7 new tracks, melodic and stylish! green rec |
6.20 |
|
V/A |
Chaos In Musicae |
cd |
grind 4 bands split:undertakers,berlusconi ss + 2 |
6.20 | |
|
Wolfbrigade |
d |
in darkness you feel … |
cd |
new record, sweden new masters of swedencore |
8.30 |
venerdì, gennaio 16, 2004
...St Jakobs Parks is close to heaven
thi is the pride of Switzerland
Blue Red Forever...
grazie all'aiuto di un socio limitrofo mi sono ricongiunto con mio fratello gemello partito all'epoca dalla sicilia per trovare fortuna negli iuessei. anche lui sembrerebbe essere stato contagiato dalla febbre dell'hardcore...
http://jose.westcoastworldwide.com/
giovedì, gennaio 15, 2004
I know what I am
and I know who you are,
you are the enemy
Finché ero in un gruppo avevo sempre sognato prima o dopo di fare un tour in Giappone. E dire che un pazzo giapponese ci aveva anche stampato uno split 7". Il gruppo l’ho mollato qualche tempo fa. E con esso con buona probabilità anche la speranza di andare a vedere che aria tira da quelle parti. Tra i vari combos (ma che cazzo vorrà dire poi…) italiani che sono riusciti a superare la cortina gialla dagli occhi a mandorla, oltre ai rodati eversor/miles apart, redemption, reprisal with love e probabilmente qualcun altro che mi sfugge, spiccano i PURIFICATION, ancora freschi freschi di tour, consumato non tanto più di due mesi fa. Una manciata di domande al frontman Maurizio esclusivamente sulla terra del sol levante. oi!
1) quanto è durato il vostro tour, vi siete organizzati le date da soli, come
sono andati i concerti, e soprattutto la questione economica: ne siete usciti
bene o pelati metaforicamente?
- Allora, il tour si è protratto dall'1 all'8 di novembre, e abbiamo suonato in
tutto 7 date: Kashiwa, Ashikaga, Kawasaki, Tokyo, Niigata, Osaka e Hiroshima.
L'intero tour è stato organizzato da un promoter giapponese che da tempo era
interessato a portarci nella terra del sol levante, lo stesso ci aveva già
contattato nel 2001, ma all'epoca avevamo dei problemi e non fu purtroppo
possibile andare.
La media dei rimborsi ai concerti è stata buona, dagli 800 euro di Niigata ai
650 di Kawasaki, così da riuscire a coprire tutti i costi per l'aereo e i
trasporti. Ovviamente abbiamo anche avuto le nostre spese extra, in più di
un'occasione ci siamo concessi ristoranti ed altri piacevoli diversivi, dato che
consideriamo i tour come un'occasione di divertimento e relax e non vediamo
alcuna ragione per andare a fare i morti di fame in giro per il mondo solo per
riuscire poi a portare a casa qualche centinaio di euro. Tanto vale mangiarseli
là quei soldi, e noi così abbiamo fatto. Quindi, per rispondere alla tua domanda
sulla 'pelatura metaforica', abbiamo coperto tutte le spese e ci siamo mangiati
senza rimpianti anche i soldi del presupposto guadagno. Direi quindi che ne
siamo usciti bene.
2) in un paese che ha problemi seri di comunicazione con i non giapponesi, i
purification, che hanno dei precisi messaggi sociali/politici quello chetipare,
vedono dimezzata la loro missione. nel senso che ai giapponesi rimane solo la
musica. come vivi questa questione annosa?
- Ottima domanda che ovviamente ci siamo posti anche noi a più riprese. Il
problema è che la scena hardcore mondiale da qualche anno a questa parte
sembrerebbe aver preso una ben determinata direzione, quella del disimpegno più
totale e dell'acritica esaltazione dell'esteriorità e della superficialità, e
questo sulla falsariga di band americane attualmente immeritatamente in auge
(eighteen visions, throwdown, et cetera). Il Giappone era già da prima una scena
decisamente lontana da ogni forma di serio impegno politico, questo sia a causa
del fatto che solo in pochissimi hanno una conoscenza, appena rudimentale, della
lingua inglese tale da permettergli di comprendere i testi dei gruppi (e chi ha
una pur minima familiarità con la scena musicale giapponese sa bene quanto
sgrammaticati e assurdi siano spesso i testi in improbabile inglese di queste
band), ma anche dal sistema sociale giapponese che, per quanto spersonalizzato e
in preda al consumismo e al capitalismo più selvaggio, rimane ancora un forte
sistema di base tradizionale, solidarista, comunitarista e aggregativo, dove
difficilmente sono permessi comportamenti realmente divergenti dal comun sentire
ed essere del popolo nipponico. Difatti, per quanto non sia difficile incontrare
ragazzi e ragazze abbigliati nelle fogge più strane e variopinte, alla prova del
nove, e dietro la mascherata dell'apparenza, punk o metal, dark o discotecari,
ci si troverà invariabilmente di fronte a una persona a tutti gli effetti
'comune' e totalmente inserita nei gangli socio-economico-culturali del proprio
paese. Questo, ad un'attenta analisi, può essere sia un bene che un male, tutto
dipende dalla prospettiva da cui uno guarda.
Per quanto riguarda i Purification e la fattuale impossibilità di portare alcun
serio messaggio da quelle parti oltre la sola musica, debbo ammettere che trovo
la cosa decisamente frustrante. Comunque anche in Giappone ho avuto modo di
conoscere persone intelligenti, motivate e spesso politicamente attive e
preparate. La sparuta truppa vegan straight edge locale per esempio, che si
distacca nettamente dalla stragrande maggioranza delle persone che ho visto ai
concerti. Come al solito proprio in questa determinata frangia della scena
hardcore troviamo gli individui migliori, quelli che hanno più a cuore le sorti
di questo pianeta e di quanti lo abitano. E questa cosa te la butto come una
chiara provocazione per chi leggerà quest'intervista. Better than you crew? E mi
fermo qui che mi torna in mente un jingle pubblicitario di un negozietto di cui
forse anche tu ancora ricordi... :)
- 3) sempre sul linguaggio; contando che il 99% della popolazione giapponese non
ti capisce quando vuoi comunicare loro qualche cosa, come hanno fatto quattro
vegani italiani a sopravvivere nel paese del sol levante? è stato
particolarmente laborioso salvare la panza?
La questione della comunicazione ha creato non poche tensioni durante il tour.
Posso assicurarti che c'è da andar fuori di testa a passare giorni e giorni
circondato da individui che non capiscono assolutamente nulla di quello che gli
stai dicendo. Potrei portarti diversi esempi divertenti al riguardo. Quello
giapponese è per sua propria natura un popolo caratterizzato da una gentilezza
squisita, che lo porta spesso ad accondiscendere al 'gaijin' (il non-giapponese)
senza magari aver capito assolutamente nulla di quello che gli è stato chiesto.
Ti guardano attentamente con quegli occhi a mandorla muovendo la testa dall'alto
al basso, annuendo, come a volerti dare ragione, peccato solo che il più delle
volte non capiscono assolutamente nulla di quello che gli stai domandando ma,
per eccesso di educazione, preferiscono non fartelo notare. Non di rado, a
domande tipo: 'a che ora inizia il concerto', mi sono sentito rispondere cose
tipo 'grazie, grazie' o 'si mangia alle 20:00'...
4) concordiamo che suonare fuori casa resta comunque più intrigante che suonare
in patria o peggio ancora nella propria città, specialmente per dei babbioni
over 30 come noi. ed allora, quale differenza più evidente c'è in una scena
hardcore così esotica ai nostri occhi?
- Un gruppo che ritiene di avere delle velleità dovrebbe assolutamente
confrontarsi con realtà esterne e con gruppi di maggior levatura per poter
comprendere i propri limiti e capacità. E questo è quello che da qualche tempo
stiamo facendo coi Purification. Non è detto che se ne esca sempre vincitori, ma
questa strada aiuta a farsi le ossa e a migliorare. Piuttosto suonare sempre
davanti una platea amichevole può spesso instillare un falso senso di sicurezza
e confidenza che finisce per sgretolarsi inesorabilmente, come anche a noi è
capitato, appena si mette il naso fuori di casa. Oltretutto, come anche tu fai
notare, raggiunta una certa età si iniziano ad avere pretese maggiori ed
aspirazioni più alte del concertino settimanale dietro casa. Per quanto concerne
la realtà giapponese, per me che negli anni ho avuto modo di visitare tante
scene lontane da quella italiana, devo ammettere che questa ha un tasso di
esoticità di molto superiore alla media, ed è di certo una realtà che si stacca
nettamente da qualunque altra scena hardcore del mondo. Ho avuto modo di vedere
concerti per tutta Europa, finanche in Sud America, e devo ammettere che le
peculiarità della scena hardcore nipponica sono uniche e circoscritte. Hanno
tutta una serie di codici comportamentali e di significati difficilmente
comprensibili o codificabili dall'esterno.
Differenze ce ne sono talmente tante che non saprei onestamente da che parte
cominciare.
5) qualche gag a sfondo pecoreccio che avete ri-impatriato con voi post tour?
- Beh, di certo alcuni altri membri del gruppo (...) avrebbero ben più cose di me
da raccontarti. Ma preferisco non sparlare riguardo ad eventuali sconcezze
commesse dai dei miei soci. Fatto sta che andare a suonare in Giappone
circondati da un'aurea di sacralità simil-rockstar è una chiave che ti permette
di aprire diverse porte.
Andando ad argomenti triviali e pecorecci, posso dirti che una delle cose più
divertenti del Giappone consiste nei gabinetti, e specificamente
nell'onnipresente marca di gabinetti TOTO incontrati ovunque siamo andati. Visto
che i giapponesi vivono in micro appartamenti e come molti altri popoli
scellerati non conoscono le delizie dell'uso del bidet, alcuni geni locali hanno
creato il gabinetto telecomandato, di cui la TOTO ha messo in circolazione
alcuni modelli veramente da Star Trek. Ricordo la sera del concerto a Kawasaki
quando ho passato un buon quarto d'ora a scoprire tutte le 'features' del
gabinetto ipertecnologico TOTO, che aveva un telecomando con nulla da invidiare
a quello che ho a casa per la televisione. La cosa più inquietante era l'opzione
bidet inclusa, comoda e funzionale direi. La sera del primo concerto siamo stati
ospitati in questa grande casa giapponese vecchio stile, tipo nei film (case che
in Giappone di solito posseggono solo le persone ricche, vivendo la maggior
parte delle persone in micro appartamenti di pochi metri quadri), dove c'era
questo bagno in cui bastava aprire la porta e, come per magia, la tavoletta
della toilet si alzava da sola, e quella sotto si autoriscaldava pronta ad
accogliere le nostre chiappacce di 'gaijin'...
Di storie da raccontare ce ne sarebbero infinite, chi ci conosce sa che siamo
fortemente propensi al cazzeggio e allo scherzo, con il Monster re incontrastato
della categoria.
Una menzione finale al nostro amico giapponese che ci ha scarrozzato nell'ultima
fase del tour, autentico maniaco sessuale con cui si parlava solamente di sesso
e che ripeteva in continuazione quelle quattro/cinque parole in italiano di sua
conoscenza, e ti lascio immaginare quali... Ricordo che mentre eravamo al 'Dome'
di Hiroshima (un monumento ai civili morti ammazzati dal criminale bombardamento
atomico operato dai soliti infami a stelle e strisce sul finire della seconda
guerra mondiale), una gruppo di ragazze in divisa scolastica si è avvicinato,
incuriosite dal nostro essere 'gaijin', e rivolta una domanda al nostro
accompagnatore riguardo la nostra provenienza, hanno ricevuto come risposta un
invito a svolgere alcune pratiche sessuali tutti assieme... Un paese di pazzi
dicevo.
6) si narra da secoli nella nostra società wottsamerican-occidental che il
giappone e la sua popolazione siano un paese di imitatori. confermi la questione
e se si, quale aspetto imitatore risulta evidente nella sua scena hc?
- Assolutamente. Aggiungerei però il termine 'ottimi', ottimi imitatori che spesso
a forza di imitare riescono finanche a migliorare l'oggetto della loro
imitazione. Una cosa molto divertente della scena musicale giapponese è che puoi
trovarvi il gruppo copia carbone di quello occidentale che lo riproduce in tutto
e per tutto. La questione andrebbe vista con attenzione antropologica, come nel
noto testo di Ruth Benedict, 'Il crisantemo e la spada', che, per quanto ormai
datato e circoscritto al periodo storico, mette bene in evidenza certe tipologie
comportamentali caratteristiche della natura giapponese come appunto l'abitudine
imitatoria. In Giappone è possibile trovare il gruppo che riproduce esattamente
il gruppo occidentale in tutti i dettagli, abbiamo così gli Shai Hulud
giapponesi, i Madball giapponesi, perfino gruppi skinhead/white power giapponesi!
Nello specifico della scena hardcore, al di là delle caratterizzazioni locali e
degli adattamenti alla salsa di soia, la cosa peggiore che ho avuto modo di
vedere è la riproposizione locale dello stilema americano del tuffguy/machocore,
che laggiù il più delle volte sfocia nel ridicolo e nel compassionevole.
Attenzione poi all'abitudine locale di portare il cappellino tipo baseball con
la visiera messa in tutte le direzioni meno che dritta e in avanti come si
dovrebbe. Una cosa molto hip-hop (quindi pessima).
7) giapponesi e sesso: perchè, percome e soprattutto: come si rimorchiano le
giovani donzelle ai concerti hardcore?
- In quanto 'gaijin' si è fatti costantemente oggetto di attenzioni da parte delle
persone circostanti. Fatta salva solamente l'area centrale di Tokyo, dove la
gente è abituata a vedere 'gaijin' di ogni tipo e foggia, in ogni altra parte
del Giappone in cui siamo stati ci mancava solo che venissimo additati al
passaggio. Non capita troppo spesso di avere europei a zonzo per il Giappone, e
a volte si viene guardati come si fosse dei marziani (cosa che mi fa girare
alquanto i maroni, dato che io di giapponesi me ne sorbisco a frotte 365 giorni
l'anno). Atteggiamento che sovente crea situazioni imbarazzanti, tanto che può
capitare che la persona a cui si provi a domandare un'informazione prenda e tiri
dritta imbarazzata, che reagisca rudemente o che ti sorrida per mezz'ora prima
di farti intendere che non capisce assolutamente nulla di quello che gli dici.
Per quanto riguarda le ragazze giapponesi rimorchiarle non è cosa affatto
difficile. Lo status di 'gaijin' è una chiara elevazione dal magma sociale
circostante, e questo specialmente nei confronti degli appartenenti al sesso
opposto (la cosa vale sia per i maschietti che per le femminucce). Il problema
principale, oltre a quello ovvio della comunicazione, ma qui ci viene in aiuto
l'adozione della 'lingua universale', è che spesso la ragazza giapponese ritiene
che un 'gaijin' non potrà mai essere interessato a lei (e viceversa gli uomini
con le donne straniere). E' sorprendente, per quanti hanno avuto a che fare con
ragazze giapponesi, come le stesse mutino totalmente d'atteggiamento una volta
fatte oggetto di un po' d'attenzione. Certo sono molto meno espansive e
rimangono comunque alquanto sulle loro (almeno fino a che non toccano
dell'alcool), ma questa è una situazione legata all'educazione ricevuta e al
tipo di comportamento che si adotta nelle relazioni sociali.
Poi noi italiani abbiamo anche la fama di essere dei grandi amatori, e una
ragazza mi ha spiegato un detto locale (almeno questo credo di aver capito) che
dice di evitare i maschi italiani, specialmente se con gli occhi blu, perché
interessati solamente a sedurre per poi darsi alla macchia. :)
Ai concerti hardcore abbiamo conosciuto diverse ragazze, ma il problema è che
suonando praticamente tutte le sere, e sempre di corsa fra soundcheck,
backstage, turismo, cena, et cetera, il tempo a disposizione per la
socializzazione si riduce drasticamente.
Per quanti tra di noi affetti da dongiovannismo consiglio un'azione diretta e
sbrigativa, così da mettere subito le carte in tavola e di vedere come si può
evolvere la situazione. D'altronde, a meno di non conoscere il giapponese,
esistono poche altre vie per palesarsi nei confronti delle indigene. Come
direbbe un mio amico di quartiere: "Gli metti una mano sul sedere e vedi cosa
succede, se non ti prende a schiaffi allora procedi"...
Piuttosto, come mai queste domande? Mediti trasferte in terra nipponica a breve?
(non si sa mai, bisogna lasciarsi aperta ogni prota possibile... N.D.Blogger)
8) gruppi interessanti che hanno suonato con voi?
- Quella giapponese è una scena strana assai, e, a parte i nomi sgrammaticati
delle band, capita sovente di imbattersi in gruppi tecnicamente molto validi,
seppure magari con testi assurdi e presenza dal vivo inquietante.
Abbiamo suonato con band tecnicamente molto preparate, tra le quali mi sento di
segnalare le seguenti: Eric, Bleed the Vein, Force Out, Enslave, Enzweck,
Extinguish the Fire, Commune, FC Five e, ovviamente, Jabongga!!!
9) posti che non si può evitare di mancare in un ipotetico tour giapponese?
- Il Giappone è la patria del consumismo e della tecnologia esasperata, e se si ha
il portafoglio gonfio c'è la possibilità di fare autentici affari comprando
telecamere, macchine fotografiche digitali o strumenti musicali anche a meno
della metà del prezzo in cui si trovano in Italia. Rinomato in tal senso il
quartiere Akihabara di Tokyo, un intero quartiere che ospita solamente negozi di
cose elettroniche. Qui è possibile trovare anche materiale di seconda mano, una
novità che esiste in Giappone da pochi anni, ossia dall'inizio della crisi
economica, a prezzi ridicoli.
Mentre per i tanti appassionati di manga e anime è immancabile la visita ai
negozi di giocattoli e modellini, anche questi reperibili a prezzi molto più
bassi che in Italia, e in un assortimento da far spavento.
Anche le sale del 'Pachinko' sono un esperienza interessante, anche se non
riuscirò mai a spiegarmi la ragione di tanto successo, visto che a me appare
come un gioco decisamente ottuso e meccanico e nient'affatto divertente.
Consigliata anche una capatina al 'Sentoo', il bagno pubblico giapponese, dove
per pochi yen potrete immergervi in tinozze di acqua bollente per uscirne gonfi
come palloncini, coi peli del sederino bruciacchiati, ma rinvigoriti e rilassati
come non mai (ma occhio alla pressione, cercate di non starci troppo a lungo o
rischierete di svenire).
10) si riesce a fare i turisti con un tour di poche date o è meglio iniziare a
mettere biglietti da 10 euro nel salvadanaio ed aspettare un paio d'anni?
- Andare in tour in Giappone è una cosa talmente impegnativa che, tra viaggi,
concerti e soundcheck, non si riesce a fare poi molto altro. A meno di non avere
dei day-off da dedicare solamente al turismo, ma attenzione, in Giappone tempo
libero e trasporti significano spendere denaro, molto denaro. Il nostro tour è
stato appositamente strutturato con un solo day-off nel mezzo, un giorno che ci
siamo lasciati appositamente per fare un po' di turismo. Il Giappone è un paese
estremamente caro, e seppure noi italiani ne abbiamo decisamente guadagnato al
cambio dall'introduzione dell'euro, i rapporti di costo sono ancora molto alti
per noi. Tanto per darti l'idea, prendere la metropolitana per fare un paio di
fermate può anche costare 2 o 3 euro. Ti fai un giretto per Tokyo prendendo 4 o
5 volte la metropolitana ed ecco che come un nonnulla ti trovi ad aver speso una
ventina di euro.
11) varie ed eventuali, etc etc
- Suonare in Giappone è sicuramente un'esperienza interessante e divertente, ma
per un gruppo come i Purification, che si fa da sempre alfiere di un determinato
messaggio etico, è sinceramente avvilente suonare di fronte a platee a cui
interessa solamente l'aspetto musicale. Mi auguro quindi di trovare una
situazione migliorata quando, forse entro fine anno, torneremo a suonare da
quelle parti. Già è attiva una band vegan straight edge di Osaka dal nome xStart
Revengingx, e questo indica che seppure piccino, un seme è stato piantato nella
terra dei Sakura-gi (gli alberi di ciliegio), e speriamo che questo seme dia
fiori belli e colorati come quelli del ciliegio.
Profitto infine per ricordare che da qualche mese è disponibile il nostro nuovo
CD, 'Banging the Drums of War', uscito sull'etichetta californiana Uprising
records (www.uprisingrecords.com), di certo il nostro miglior prodotto di sempre
e contenente ospiti d'eccezione come Karl Buechner (Earth Crisis/Freya) e Sean
Al Muttaqui (Vegan Reich/Captive Nation Rising/Pressure). Per quanti interessati
a prenderne una copia, o che semplicemente vogliono scriverci, il nostro
indirizzo e-mail è: purification@email.it . Mentre il nostro sito si trova a:
Questo è quanto, ti ringrazio per l'intervista e ti do un consiglio in chiusura:
Day of Suffering 'The eternal jihad', tutto il resto è noia. Saluti.
lunedì, gennaio 12, 2004
...ho fame, no problema se
mi sfizia la pizza a cena...
Prologo
il mondo del lavoro è un gran casino. a meno che tu non abbia da ereditare un posto nell’azienda del daddy o che tu ti sia laureato in chimica elettro-navale applicata all’ingegneria gastronomica, beh, son cazzi da cagare. io ho sempre e fatto praticamente solo quello che sapete nella vita e quindi ho scampato alla grande il limbo della disoccupazione cronica. osservando comunque la dolce metà andare in paranoia termonuclare da marzo, mese in cui si è laureata, fino a poco fa per la mancanza di lavoro mi ha fatto un certo effetto…
comunque…
uno dei suoi trecento curriculum spedito a destra ed a manca dalla gentile sembra essere stato tenuto in considerazione. test 1, test 2 , test 3, visita medica, indi corso di due settimane. non retribuito. questo offre l’alitalia. dopo di che tanti saluti oppure benvenuti nell’universo del precariato sottopagato: tre mesi lavori, poi chissà per quanto stai a casa, poi tre mesi lavori… fino a che ci si accorge che a capo dell’ alitalia c’è un signor calisto tanzi bis o che il Boeing 666 si è inabissato nella manica. amen. oggi il primo giorno della due settimane di corso. la comunicazione è giunta telefonicamente venerdì. corri di qua a compare le scarpe, corri di qua a compare il vestito, prestito di trucchi etc etc. sebbene la mobilità generale e il non sapere bene di che futuro vivere, queste due settimane di limbo sono comunque un qualche cosa simile ad un armistizio tra la gentile e la depressione. bene, tutto preparato e pronto all’uso, cena a casa della gentile, bacio beneaugurale di sua madre, in bocca al lupo molteplici baci ed abbracci, ci dirigiamo verso casa mia (60 km dai suoi) dove comunque risiederà full time 5 giorni su 7 anche lei, il che equivale a dire carichi come dromedari. arriviamo alle 22 nel bunker soa, primo viaggio con prima tonnellata di roba, non si riesce a caricare tutto. allora scarichiamo e dopo aver intimato alla gentile un imperativo "vieni anche tu!" (alla fine è roba sua…) si ritorna alla macchina per il secondo carico. nuovamente di fronte alla porta di casa la chiave gioca un brutto scherzo, si storce di qualche grado. la levo integra, interrogo la gentile sul suo status chiavi. sono ovviamente dentro casa con la sua borsa e tutto il bagaglio "apparire in tiro" per l’indomani. l’altra chiave sta da mia madre, ad 80 km da me. o la va o la spacca. ovviamente la spacca, manco a pensarci che la legge di murphy non funzionasse. chiave rotta rimasta dentro alla porta. di qui non si entra. seguono attimi di smarrimento, concitate chiamate alla famiglia, soprattutto al padre della gentile, noto mc guyver delle situazioni di emergenza. c’è poco da fare. 60 km indietro, almeno a casa sua troverà qualche straccio per l’indomani e la possibilità di truccarsi. si fa largo il quadro del suo presentarsi l’indomani al cospetto dei signori alitalia: 1) vestita alla cazzo 2) senza documenti richiesti 3) avendo dormito poco 4) con delle scuse degne di mr.bean per il punto due. il viaggio prosegue nel mutismo mio e nelle bestemmie sue. io carnefice benché nemmeno minimamente accusato, ma comunque mi ci sento a piè pari. visita a questure carabinieri e polizia per cercare di farsi fare perlomeno le denunce di smarrimento documenti (da presentare l’indomani nel caso non si entri dentro casa mia…) ma manco quello funziona. segue conciliabolo di parenti vari. l’ordine del giorno è il seguente. sveglia del padre ad orari improbabili. sento il prode uscire di casa alle 5 meno dieci. segue sua telefonata alle ore 6. è dentro casa mia. ci si alza. io sono già calzato e vestito alle ore 6.04. per uscire di casa però attenderemo i trucchi etc etc, circa alle 6.35. alle 7.50 siamo al bunker soa, mc guyver ci apre, è riuscito ad entrare usando quello che rimaneva della chiave dandogli qualche botta di qua e di la e facendola combaciare con il suo resto nella toppa della porta. la gentile si veste , io lascio un ricordo indelebile di me nel cesso e si riparte verso fiumicino aeroporto. all’orario pattuito meno un minuto lascio la gentile in un posto che presumibilmente è quello giusto con qualche interrogativo…
in questo momento non ho la forza per trovare morali dietro a tutto ciò, resta comunque il fatto che la merda non arriva mai da sola, segue pure il piscio…
vado a comprare un cilindro nuovo per la porta…
sabato, gennaio 10, 2004
...m'attizza la sizza piena
mi delizia la tizia oscena...
Ok, sono entrato in crisi da blog e non so se ho troppe idee per metterne a fuoco una decentemente o semplicemente nessuna degna di essere tramandata ai posteri del web... probabilmente la seconda che ho detto. intanto ho delle altre interviste in ballo per tappare le falle del black out cervello-telematico... rimanete sintonizzati...
martedì, gennaio 06, 2004
Rock 'n' roll ain't noise pollution "riallacciare telematicamente con te" finisce così questa intervista. Perché, abbiamo mai rotto qualche cosa insieme ??? Probabilmente se ci sono stati dei pregiudizi reciproci tra blogger e reprisal, magari possiamo fare un po’ di revisionismo ed amen. Sebbene non abbia mai avuto in simpatia gruppi dai pensieri estremi, non credo di aver scazzato mai con i reprisal, anche perché a mia memoria non li ho mai incontrati su un palco e ricordo nitidamente di ric, l’intervistato ad un concerto dei colonna infame, come un personaggio simpatico, quando ancora si chiamavano statement probabilmente; poi penso di averlo incrociato due volte e basta. Semplicemente non ci siamo cagati. Ecco. Ma dato che i Reprisal penso abbiano avuto una certa storia come gruppo, che ho seguito attraverso i dischi che mi capitavano tra le mani, beh, ho pensato fosse doveroso scambiare qualche chiacchiera post mortem. E quindi continuiamo con le interviste a persone scomode della scena… petali di rose, tappeti rossi … ecco a voi Ric/Reprisal 1) iniziamo dalla fine: perché si sono sciolti i Reprisal ??? la porca verità possibilmente... -L’ultima formazione dei Reprisal aveva un membro a Milano e uno a Firenze, io di Forlì e il batterista (ultimo rimasto della formazione dei cd su Goodlife) di Ravenna, per cui la distanza si faceva sentire sempre più come un problema logistico e culturale,...il rapporto personale non era un granché, così quando mi sono trovato a dover affrontare l'ennesimo cambio di formazione e trovare un batterista all'altezza di Francesco e per di più che avesse i requisiti personali richiesti dall'identità della band (vegan sXe) ho deciso che era meglio tirare i remi in barca e non essere l'ultimo rimasto di ciò che erano i Reprisal nel loro periodo più rappresentativo. Io ho fondato la band e io ho gestito la band e forse questo mi si è rivoltato contro sulla lunga distanza. Questo è stato il nostro epilogo, ma le cause sono molteplici ; abbiamo sempre avuto la sensazione che la GL ci trattasse come ultima ruota del carro nonostante i nostri sforzi (non abbiamo mai capito se fosse proprio perché riuscivamo a essere abbastanza autonomi e attivi che spingeva più i gruppi che faticavano, per poi puntualmente rivelarsi un flop), poi il fatto che nell'ultimo cd ci abbia "censurato" la copertina perché ritenuta troppo soft per un disco come quello, la rottura del cambio a Bilbao del pulmino appena comprato (e conseguente annullamento del tour) con conseguenti scazzi tra di noi... Troppe cose tutte assieme che non avrebbero avuto peso se prima di essere una band fossimo stati un gruppo di amici. Questa è la MIA opinione. 2) sul mio libretto nero figurano uno split 7", tre full lenght di cui due su doppio formato... non mi sembra di aver scordato qualche cosa, ma se ne trae un discreto risultato direi, non è cosa da poco... - Manca l' homevideo!... che è stato sicuramente l'uscita più difficile da fare. Quando devi parlare il rischio di dire stronzate è altissimo, fare la figura degli analfabeti quando pensi di avere alte proprietà lessicali, cadere nella retorica ecc. ricordo fu difficilissimo mettere insieme quei 40 minuti tra filmati live e pseudo intervista, non ringrazierò' mai abbastanza il Folle e Giangiacomo dei Summer League per l'aiuto che ci hanno dato. Abbiamo sempre evitato le compilation come la peste visto che puntualmente si rivelavano una perdita di soldi e di energie...non tutti eravamo d'accordo ma questa era la linea che seguivamo. 3) due di questi tre full lenght sono usciti su Good Life, etichetta che per un qualche anno ha incarnato il sogno bagnato di ogni hc kid sXe o quasi del giro. adesso vogliamo sapere i gossips , i pro ed i contro di essere stati con un etichetta assimilabile ad una major in campo hc! -la GL nel 2000 era un'ottima etichetta. Aveva appena concluso una serie di uscite clamorose con band tipo Morning again, As Friend Rust, Poison the well, Aftershock, Lenght of time, Liar, 25 ta life ... un innegabile carniere di gruppi che avrebbe poi fatto la storia di un certo tipo di HC. Noi da benemeriti signor Nessuno che eravamo, con un cd mooolto acerbo quale era quello su Voice of life rec. e una formazione nuova rispetto al primo cd con un cantante e batterista alle prime armi, ci trovammo sbalzati in situazioni che erano molto "collaudate" e professionali. Avere le registrazioni pagate, merchandise fatto a richiesta, annunci in ogni dove ecc. ci hanno reso la strada molto più facile di quella che poteva essere. Suonare era facile grazie a una distribuzione capillare, ma per suonare stava in noi cogliere le opportunità dato che la GL non ci ha mai organizzato un tour, Edward diceva "noi siamo l'etichetta voi siete la band, sta a voi organizzarvi e suonare", loro si preoccupavano di rendere il cd facilmente reperibile a tutti e noi dovevamo fare il resto. Per 2 anni circa è stato un rapporto perfetto, non avrei potuto chiedere di meglio se non GL. Che Edward un giorno mi abbia chiamato da Londra per dirmi che alla Tower rec. il nostro vinile era tra le Destiny's Child e King Crimson è un PRO o un CONTRO ?...vabbè... Poi Edward ha cominciato a disinteressarsi dell'etichetta dato che i soldi arrivavano lo stesso con la distro, arrivo' a lavorare tale Adina (ora fuel music) e arrivarono le incomprensioni, i lavori fatti alla cazzo di cane, telefonate tipo "domani dovete darmi una grafica per le magliette nuove", nessuno di noi aveva capacità grafiche ed ognuno aveva un'opinione da far valere, per cui mettere insieme 4 teste puoi immaginarti che casino ogni volta. Piano piano il rapporto si è logorato definitivamente...poi si sa come siamo noi romagnoli "dal sangue caldo" uno di noi gli fece un gavettone d'acqua gelata al festival di capodanno di 2 anni fa e lui se la prese a male ...cose belle!!:-) 4) tra i traguardi raggiunti spiccano anche tre tour in giappone. terra promessa o terra del cazzo ??? aneddoti, conquiste, kamikaze, sol levanti... malgrado al sol levante, potrei affibbiare ai reprisal il detto latino "nemo profeta in patriae " (o era patria senza ae ??!!), ti ci senti affibbiato con giusta causa ??? -Terra del cazzo ! ...ho conosciuto alcune persone stupende (si contano sulle dita di una mano), ho conosciuto tante persone simpatiche ma altrettanti "Giani bifronte" gente che ti tratta da rock star per non so quale cazzo di motivo e se tu non stai al gioco ti tratta da stronzo, gente di una superficialità incredibile, la scena HC che veniva ai nostri concerti (dato che là la separazione tra i generi è TOTALE) era composta da persone senza la benché minima coscienza di cosa vuol dire HC. Tutti preoccupati del loro cazzo di look da gangsta rap dei miei coglioni. Pero' concerti molto divertenti, la gente là si ammazzava nel pit (a volte pure troppo per i miei gusti), mi ricordo a Tokyo il primo anno, prima data, 450 persone in delirio, uno dei concerti migliori di sempre, stavo suonando e non capivo cosa cazzo stava succedenddo era la follia e pensavo tra me e me "non è possibile che stia succedendo veramente"...di gavetta me ne sono fatta con i Reprisal e col gruppo prima dei Reprisal gli Statement...per cui era la prima volta che vedevo così tanta gente soprattutto a 15 ore di aereo da casa mia si immolava sulle note della mia chitarra, nate nella mia camera in un giorno particolarmente noioso di un grigiume di città quale è Forlì. Il bello poi in giappone sono i posti dove si suona, con palchi giusti ne alti ne bassi, backstage sempre, tecnici che ti aiutano a montare, metropolitana che non si paga mai eheheh. Se sai adattarti un minimo al cibo, mostrarti interessato alla loro cultura ed entri nell' ordine di idee tipo dai facciamo sta cazzo di foto di gruppo che loro ci tengono, sto autografo ecc. è ok...cioè sti qua prima di ogni concerto si mettono tutti gli organizzatori e gruppi e fanno un brindisi, post concerto c'è sempre la cena tutti assieme...con quello spirito aziendale che a noi italiani non ci passa proprio neanche per l'anticamera del cervello. Poi vabbè, penso lo facciano tutti quelli che vanno in tour all'estero di fare battute orrende in italiano con la certezza di non essere capiti...una delle storiche rimase : "Ma guarda sto piccolo bastardo musogiallo cacariso che ha un cellulare che costa più della mia macchina"... il piccolo bastardo aveva però anche il padre italiano....ops! Un aneddoto che mi colpì particolarmente fu durante il secondo tour, siamo in treno per uno spostamento, le date andavano bene, i soldi entravano e io e Budo (bassista) ci troviamo fianco a fianco a parlare come non succedeva da tempo...a un certo punto gli dissi: "..eppure verrà il giorno in cui ci abitueremo anche a tutto questo."...il gelo, pochi mesi e uscì dalla band dopo 6 anni di lotte assieme. Nel maggio 2003 parlavo con un amico al telefono 2 giorni prima di andare in giappone per la 3za volta e sentivo il suo entusiasmo, e ne ero stupito, la mia testa mi diceva "stai andando a suonare, solo che invece del pulmino prendi l'aereo", non ne avevo molta voglia, perché suonare era diventato un peso per colpa delle relazioni personali all'interno del gruppo... e quando che ti rendi conto che i tuoi sogni diventano i tuoi incubi allora ti chiedi veramente che cosa ci sia di bello nella vita e se non sia meglio fare il metalmeccanico. Comunque per concludere riallacciandomi alla tua domanda sul "nemo profeta in patriae"...si per noi era così, ma non so quanto sia positivo non avere una scena locale che ti segue, i gruppi e/o persone che dicono (e io ERO tra loro) "mah, in intalia è una merda!" dovrebbero fare un esame di coscienza e chiedersi cosa possono fare e COSA HANNO FATTO LORO perché non fosse così merda quanto dicono... sempre che poi merda sia. 5) "no, a me i reprisal stanno sul culo" è stata spesso una frase ricorrente che ascoltavo in giro dai kids. stare sul culo ad un certo punto era quasi uno sport nazionale nel giro hc, quale era la vostra specialità ??? vi ci mettevate di proposito, o erano gli altri ad essere brutti e cattivi ??? -Innanzitutto mi chiedo quanti di questi "kids" ci conoscano personalmente o invece basino le loro opinioni per sentito dire o per aver visto un concerto, il fatto è che è tutto tristemente un gioco delle parti in cui ognuno sceglie la barricata senza realmente conoscere chi c'è di fronte...atteggiamento veramente ottuso. Comunque no non ci mettevamo di proposito, pero' adesso, che posso voltarmi indietro e vedere i nostri/miei errori con chiarezza riconosco che a volte siamo stati degli idioti. Soprattutto perché era veramente questione di niente andare lì e chiarire, fare finta di niente per 5 minuti per dimostrare di voler passare sopra ai piccoli screzi,...invece no, tutti vogliono prendere le situazioni di petto, tutti con l'orgoglio e il muso duro. Poi mi capita di vedere persone che fanno adesso gli errori che io ho fatto anni fa,...e puntualmente non riesco a spiegargli la cazzata che stanno facendo, proprio come ci sarà stato qualcuno che provo' a spiegarlo a me. A volte è per una sorta di timidezza di fondo, perché si fa prima a generalizzare tutto e tutti,.. e perché nessuno ha la reale volontà di aprirsi agli altri per non essere colpiti dove anche solo una parola da fastidio... tutte queste cose ti fanno sembrare una testa di cazzo anche se in realtà non lo sei, e quando poi la gente e le situazioni si aspettano che tu sia in un modo è difficilissimo cambiare le loro aspettative e anche nel remoto caso che ci si riuscisse rischieresti soltanto di deludere chi hai di fronte. Forse anche questo è stato un elemento decisivo che ha determinato lo scioglimento dei Reprisal, non eravamo più ciò che eravamo ne ciò che la gente pensava che fossimo, una forte crisi di identità che ai tempi de "a me i Reprisal stanno sul culo" non esisteva. Citando Diego Armando Maradona :"meglio odiato che poverino"... il motto di Benito "molti nemici molto onore" era esagerato vero?!?!....no, perché ci stava bene anche quella, ma sai com'è, di sti tempi meglio giocare con le carte in tavola poi Predappio è a soli 8 Km da qui :-) 6) tra le varie gag che l'hc ha tirato su, ha spiccato per qualche settimana l'essere musulmani. cosa c'entravano i reprisal con questo e cosa è successo dopo l'11 settembre ai musulmani della scena ??? la scena non è stata più la stessa con i musulmani o sono scomparsi i musulmani dalla scena ??? i sogni aiutano a vivere o a dormire meglio ??? marzullo è gay ??? -Nel lontano 98 poco prima di essere cacciato (parola brutta, estromesso è meglio? diciamo cacciato ma per scelte del diretto interessato) dai Reprisal, Alex il primo cantante faceva parte di un gruppetto di persone che aveva intenzione di propagandare l'HL in Italia dopo che il primo chapter gestito da Fabio/Absence ando' scemando per via degli incalzanti ritmi di lavoro della E-blood (o almeno credo), comunque per farla breve quando uscì Vanguard n° 8 (organo cartaceo e manifesto Hardline) il movimento HL si dissolse rimanendo in pochi eletti tutti di fede musulmana e i non aderenti a tale credo rimasero spogliati dell'ennesima icona adolescenziale. Questi sono i miei pochi e confusi pensieri in merito, sono vegan, sXe, non penso all'aborto come a una scelta giusta ma l'HL mi ha sempre fatto abb. cagare e questa era l'opinione comune dei Reprisal, uno di noi ha un tattoo PRO-LIFE in gotico sulla panza, è una gag?... ... 11 settembre?..di che anno ? boh. 7) i reprisal non so perché li ho sentiti spesso accomunati ad absence e purification... li accomunavano perché stavate sul cazzo in maniera ecumenica tutti e tre oppure perché vedevano in voi dei filo hardline ??? e lo eravate poi alla fine o "sticazzi..." ??? -Gruppi vegan sXe contro tutti, questa era la logica della scena fino a qualche anno fa, e purtroppo mi ci trovavo partecipe appieno, ricordo una volta di aver letto un testo dei Comrades in una distro "[...]strength in number is the motto of the weak" giusto?…penso parlasse della Legion, beh... sono d'accordo con quella frase, pero' allora ste cose mi stavano sulle palle parecchio, non c'era spazio per l'ironia, ne per l' autoironia...tutti si prendevano dannatamente sul serio, ma se le cose andarono così vuol dire che è così che dovevano andare. I Reprisal non sono mai andati a braccetto (a parte gli ultimi divertentissimi mesi di attività assieme ai Purification e alle mega pantomime del Monster) con nessuno, noi ci facevamo i cazzi nostri e non volevamo altri galli nel nostro pollaio… pensa te che ammasso di stronzate avevamo in testa sotto questo aspetto, comunque Absence, ma più che altro Purification sono stati muse ispiratrici, gente che è arrivata prima di noi, ci ha passato il testimone per qualche anno e ora se l'è ripreso. Onore alla costanza. 8) ma alla fine i reprisal sono sempre stati infiammati della fiamma sXe o sono passati prima i vigili a spegnerla ??? vogliamo approfondire per semplice curiosità l'evolversi dello sXe allo stato attuale delle cose in ogni membro passato e trapassato nel gruppo... se non ci sono morti per eroina nella line up, sei pregato di inventarne qualcuno, per il gusto del gossip! -sullo sXe penso che lo siano ancora tutti, a parte il secondo chitarrista del primo cd e il primissimo batterista, usciti dai Reprisal nel 98,...gente poco influente nella nostra storia, qui si parla di più o meno 14 persone avvicendatesi nel corso di 7 anni. A volte mi balena l'idea di radunarci tutti e fare una rimpatriata, una foto di gruppo, qualcosa di "amarcord" poi penso ad ognuno di quella sporca dozzina e la nostalgia mi passa subito. Il morto di overdose non c'è pero' il primo 2ndo chitarrista tale "Il micione" che suono' il basso nel 7" è stato in missione in Africa per molto tempo, viveva tipo un francescano con un saio e i ciabattoni e andava in giro con un Volswagen modello terrorista libico... quando un giorno si presento' alle prove con la faccia gonfia e dolorante per una rissa con un gruppo di spacciatori del suo paese non avrei mai detto che avrebbe fatto quella fine. 9) quale personaggio della scena è degno di essere calcellato o perlomeno additato al pubblico ludibrio per essersi messo contro i reprisal ??? -Pecorari. (cazzo Pecora, giuro che non era preparata manco questa… che ci sia una cospirazione contro i copparesi ??? N.D. Blogger) 10) uno sfizio che con il gruppo non sei riuscito a levarti tu, in prima persona ??? -Suonare al CBGB's quando il primo e unico tentativo di tour in america saltò qualche anno fa , avevamo una data in un campus universitario da qualche migliaio di $ e altre da un panino e una gazzosa tra cui una nello storico locale di NYC, saltata la data buona abbiamo sfanculato tutto. Poi andare in sud america che io reputo una delle migliori scene HC al mondo e purtroppo non prendemmo l' occasione al balzo quando appena uscito il cd su GL ci proposero di andare in Australia, ma lì non eravamo proprio pronti ad affrontare una cosa del genere per cui fu meglio così. Sembrerà una cazzata ma sai cosa mi manca anche ...il fare split, i 7", le autoproduzioni, il cercare contatti ,..il mandare promo, aspettare le risposte...sudarsi le cose te le fa apprezzare molto di più,...io e budo ci siamo fatti molto culo per la band, peccato che non sempre avevamo lo stesso obiettivo, pero' erano cose diverse dall' HC che avevo sperimentato con la mia prima band, concertacci fetenti delusioni e amarezze... cosa c'è di più HC che resistere a tutto questo? Poi vabbè, mi sarebbe piaciuto essere più "amici" tra i Reprisal , ma forse eravamo soltanto più onesti e meno ipocriti di tutte quelle persone che darebbero la mano destra per te finché ci suoni assieme ( leggasi gli servi) poi finito tutto ognuno per i suoi cazzi e coltelli nella schiena! 11) a me chiedono sempre della legion di roma ed io rispondo che era una chiavica, che gli ex amici sono diventati in un colpo solo dei cretini che non si facevano più sentire da un giorno all'altro e tutti i miei conoscenti hanno scodellato uno strano spirito di corpo fascisteggiante che come tutte le mode del giro è durato due anni e poi amen. che ricordi hai della legion di roma ??? -mmh... non so chi fossero gli ex amici ne chi fossero i conoscenti pero' innanzitutto toglierei il fascisteggiante. Come se io dessi del fascio a qualcuno perché il padre vota AN, è una stronzata, no?...c'è chi non ha rotto legami di amicizia con persone dalle idee discutibili solo perché le conosce dai tempi delle elementari...questi sono alcuni dei gossip che so io. Poi, lascia pure che qualcuno con le idee un po' più di un certo tipo piuttosto che di un altro ci sia per davvero...ma da qui a usare parole tipo "fascisteggiante" ce ne corre. Comunque detto questo, a me il periodo Legion piaceva, c'era qualcosa di concreto, c'era un qualcosa in cui la scena di Roma si identificava o non identificava (e anche L' "io contro tutti" vedi Giorgione!:-)... io preferivo una scena che avesse le mie idee piuttosto che una che non aveva più nulla da dire e che alla fine è scomparsa con la sola differenza che la sua disfatta non fece notizia dato che non è mai stata qualcosa di solido/organizzato e produttivo come la Legion. Fini ha abiurato il periodo storico in questione, posso comunque pensare che fossero una masnada di imbecilli…N.D.Blogger) 11) prosegue e se prosegue, come prosegue la tua attività nell'ambito hc ??? -allora...vabbè via, ormai è ora di "ufficializzarlo" assieme al Gallo dei defunti By all Means stiamo tirando su un gruppo old school genere un misto tra Floorpunch e Limp Wrists e un po' quello che verrà fuori appena si concretizza tutto, i pezzi li faccio io ne ho già 7-8, inizialmente alla batteria doveva esserci Michele degli screamo-violenTeenagers Raein poi pero' dopo qualche prova solo io e lui, ha deciso di abdicare per mancanza di ehm....tempo. :-) La formazione è io chitarra, Gallo al basso , Marco (quello che organizza i concerti a Imola e fratello di Giangy League) alla Voce, una nuova leva HC Imolese tale Simone alla 2nda chit. e se San Gennaro fa la grazia Adriano (ex by all means, Death of anna karina, Hollywood perverse) alla batteria. Speriamo di riuscire a stringere le fila,...io vorrei dare una spolveratina a suoni alla Impact (quelli di Ferrara!!!) primi Bad Brains, Negative approach....e cantare in italiano senza sembrare Oi! ne HC "alla milanese" sarebbe il mio sogno, ma le idee all'interno della band sono poche e confuse!...chi vivrà vedrà. Poi ho in cantiere una fanzine, non ho ancora deciso il nome, cmq ci saranno interviste a Uppercut, Internal X Affairs, XIn your FaceX, Mike Vallely & The Rats (intervista non con Mike ma con Jason che tra l'altro è un ex Outspoken!!!) e Assault Records... dovevano esserci anche i Give up the ghost ma non ho assolutamente voglia di trascrivere giù tutto dalla cassetta percui sti cazzi...figuriamoci se hanno bisogno di ulteriore pubblicità. La fanza sara in ITALIANO, dato che mi sono ampiamente rotto le palle di questa ingombrante e subdola anglofonizzazzione. 12) i reprisal hanno mai suonato al confino ??? csa o discoteche ??? perché percome perché l'uno perché l'altro ??? Al confino non eravamo visti di buon occhio per il discorso che facevamo qualche domanda fa,...non ci chiesero mai di suonare ne noi lo chiedemmo certi di un rifiuto pero' ricordo che nei primi mesi del 99 dopo mesi di inattività live previa mancanza di batteraro (razza bastarda!!!) facemmo una improvvisata di 3 pezzi scippando gli strumenti ai Sentence...se è possibile arrivare al fondo del barile quella sera veramente ci mettemmo a scavare per andare ancora più giù...un'apocalisse di chitarre scordate e goliardia di cattivo gusto il tutto per far passare un grattacapo al Paso dato che quelli del confino non erano a conoscenza (come non lo era il paso) che noi suonassimo e se lo fossero stati non avrebbero accettato. 13) con un intervista ai fu reprisal sul blog la mia vita sessuale potrebbe migliorare ??? -eh,.. non so, dipende da che ascendente hanno i Reprisal sulla gentile! auhauah:-) Grazie per lo spazio, mi ha fatto molto piacere "riallacciare" telematicamente con te, adesso ci manca solo che il Pomini mi inviti a mangiare la bagnacauda a casa sua e siamo a posto!
( va bene accordo che il fascisteggiante è brutto, d’altra parte anche il buon
lunedì, gennaio 05, 2004
Lay down your soul
to the gods R'n'R !!!
Mi sento poco scrittore ultimamente... E poco comunicativo.
Comunque...l'anno nuovo si è accorto che non lo cagavo di striscio manco un po'. Il 2 gennaio ho abbozzato parte di macchina contro un insidioso marciapiedi nelle vicinanze della piscina. Contemporaneamente le poste italiane aumentavano le tariffe delle spedizioni... già... buon anno...
L'abbozzo è colpa mia, passi pure ed amen. Tocca metterlo in conto. Prima o dopo tocca mettere in conto anche la questione poste, ma come è stata sbandierata ai telegiornali è da dementi senza cervello. "Da oggi la spedizione di una lettera ordinaria costerà di più, mentre quella di posta prioritaria vi costerà ben due centesimi di meno". Cosa se ne evince dal servizio giornalistico ??? Probabilmente sembrava brutto a chi si è occupato di quest'alta pagina di giornalismo dire che gli altri 6 scaglioni di peso della posta prioritaria sono TUTTI aumentati. Ma comunque spedire una lettera in posta prioritaria costa ben due centesimi di meno... Meno male, èh... bastardi infami poste/gionalisti/governo morite tutti di malattie incurabili.